Il sindacalista diventò comandante: meno opinioni sui diritti diffusi e più immagine, secondo l'inclinazione del tempo

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Bosco con la bandiera della UIL alla manifestazione del 25 Aprile 2019
Bosco con la bandiera della UIL alla manifestazione del 25 Aprile 2019

Ben prima di una qualunque comunicazione ufficiale da parte del Comune di Benevento, peraltro per un movimento di un certo rilievo, è stato il mondo dell'informazione e quello social (il 31 luglio) a trasmettere all'opinione pubblica il passo di carriera in avanti di Fioravante Bosco. Il noto massimo dirigente, da tanti anni, della UIL, per scelta fiduciaria del Sindaco di Benevento Clemente Mastella è asceso al soglio di comandante dei Vigili urbani di Benevento, subentrando a Giovanni Fantasia, giunto al traguardo della pensione.

Grazie al sindaco Clemente Mastella per la fiducia che nutre in me!!!! Cercherò di ricambiarla con atti concreti....”, così sul suo profilo Fb a commento dell'articolo di Anteprima 24 (“...Pochi minuti fa, l’ufficialità della nomina” - ?, Ndr) e non dell'atto. Raccogliendo il prevedibile coro di congratulazioni.

E' uno sbocco naturale, il cui profilo si individua lontano nel tempo (dicembre 2017) ed è spiegato pure da un'esternazione 'ufficiale' che in tutta evidenza spazzava via - agli occhi di Mastella innanzitutto - trascorsi poco conciliabili con il nuovo clima cittadino: “Nell’inverno scorso – dichiarava Bosco sempre a novembre 2017 - , avendo avuto una posizione critica sulla gestione della Provincia, si è arrivati addirittura alla vendetta trasversale, facendo perdere a mio fratello Massimo le elezioni Rsu presso la Ge.Se.Sa. spa! A quel punto ho lasciato il partito e sono andato via”. Il partito era il Partito Democratico.

Ha nell'attualità, inoltre, provveduto a eliminare un'altra piccola anomalia: “L’accesso a pieni titoli al piano superiore dell’ente locale corre il rischio di far nascere uno sdoppiamento della personalità pubblica che mai si vorrebbe fosse ingenerata da una semplice nomina e dallo scenario da essa spalancato: portatore degli interessi dell’amministrazione comunale e portatore degli interessi della categoria dei lavoratori comunali. Speriamo, nell’interesse degli opposti, che Bosco riesca nella complessa opera di mediazione”, appunto fra il suo ruolo in seno alla rappresentanza sindacale nell'ente e quello di vicecomandante (allora) della Polizia urbana.

Come è comprensibile, tale argomentazione, nel capovolgimento del senso comune perseguito – anche oggi – dall'opposizione a Cinque Stelle (leggi sul Vaglio.it), poneva l'accento sull’opportunità della scelta e dell'accettazione, piuttosto che sulle controversie del diritto (infatti Bosco non ha badato agli strepiti grillini, all'epoca).

E, con una variante sul tema non proprio lieve, oggi deve averla pensata proprio come il Vaglio di allora (dicembre 2017) anche lo stesso Mastella, perché Bosco, con un... lieve ritardo e senza esitazioni, “nel frattempo si è dimesso da segretario provinciale della Uil Avellino/Benevento così come richiesto dal primo cittadino” (Tv7).

Ma il sindaco evidentemente ha mostrato capacità di persuasione (un'offerta che non si può rifiutare...) oltre a essersi spinto ancor più all'estremo, superando lo scoglio del piccolo 'conflitto' locale e, a questo punto opponendo un aut-aut, puntando il bersaglio grosso. Ovvero, quello del sindacalista che ha almeno cercato di non abdicare del tutto a una mentalità più aperta e sensibile ad alcuni temi non sempre in sintonia con la parte politica ora in suo sostegno (violenza contro le donne; legge 194, “un diritto umano”; 25 aprile, “festa della libertà”; terrorismo, con il ricordo di Moro o Guido Rossa; Marchionne; migranti, “salvare vite umane non è negoziabile”; Ddl Pillon, “la società civile tutta è fortemente allarmata”...) e quindi intendendo premiare quell'ufficiale tornato in servizio, dopo i lunghi anni di distacco sindacale, che ha impresso un significativo cambio di marcia soprattutto alla comunicazione dell'istituzione rappresentata. Perché infatti i vigili urbani sono tornati ad avere almeno un certo protagonismo sui 'media', fra controlli stringenti, rifiuti, movida, rimozioni, eccetera, che ne hanno rilanciato il ruolo agli occhi dell'opinione pubblica. Dunque: meno opinioni sui diritti diffusi e più immagine, secondo l'inclinazione del tempo.