Cub e FI contestano la nomina di Bosco e non solo: Mastella faccia i concorsi

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Il sindaco di Benevento Clemente Mastella
Il sindaco di Benevento Clemente Mastella

Scrivono per il sindacato CUB Gabriele Corona, coordinatore aziendale, e Alberto Zollo, coordinatore provinciale e membro della RSU e l'ufficio stampa dell'europarlamentare di Forza Italia Fulvio Martusciello in merito alla contestata nomina a comandante della Polizia Municipale del leader della Uil sannita, Fioravante Bosco. Di seguito le due note.
Ha scritto la CUB -
Il Corpo di Polizia Municipale deve avere, per legge, un Dirigente-Comandante, cioè un soggetto che abbia la qualifica dirigenziale, che sia contemporaneamente Vigile Urbano con ruoli di vertice e che risponde direttamente al sindaco senza "intermediazioni" funzionali. A Benevento, città complessa sul piano della viabilità e dei servizi da rendere anche per la vocazione turistica, manca proprio questa figura.

Nel 2017, in attesa dell'autorizzazione ministeriale per la nomina del Dirigente-Comandante, il sindaco nominò Comandante il capitano Giovanni Fantasia, il più anziano per esperienza maturata tra gli ufficiali in servizio, per il coordinamento operativo del Corpo dei Vigili Urbani, ma contemporaneamente dovette assegnare l'incarico di Dirigente della Polizia Municipale all'avvocato Vincenzo Catalano, capo del Settore Avvocatura.

Poi, il Comune di Benevento è stato autorizzato ad assumere il Dirigente-Comandante, ma non l' ha fatto. Anzi, ha addirittura declassato la Polizia Municipale da Settore a semplice Unità Operativa inserita nel nuovo settore Affari Generali assegnato recentemente a Gennaro Santamaria che però, non essendo Vigile Urbano, si può occupare solo di aspetti amministrativi ad oggi non ancora definitivi.

Contemporaneamente nella nuova Macrostruttura Organizzativa (modificata tre volte in un anno) compare il "Corpo di Polizia Municipale", collocato nei sistemi di staff del sindaco, quindi extra settore e assolutamente estraneo alla "Unità Operativa Polizia Minicipale".

Questa è la assurda, contorta, contraddittoria e assolutamente non funzionale, situazione nella quale i Vigili Urbani devono operare per la decisione dell'amministrazione di trasformare un solo posto di Comandante - Dirigente in due incarichi.

In questo contesto, già viziato da scelte in contrasto con i principi di efficacia ed efficienza della pubblica amministrazione, si colloca la nomina di Bosco come Comandante del Corpo di Polizia Municipale (senza per ora esaminare i titoli e i meriti) con diretta relazione funzionale con il sindaco, mentre Santamaria è Dirigente della Polizia Minicipale.

C'è rapporto gerarchico tra Santamaria e Bosco? Se c'è questo rapporto, Bosco non risponde direttamente al sindaco e quindi non è "Comandante"; se non c'è rapporto funzionale tra i due, Bosco scavalca il Dirigente e svolge di fatto le funzioni di Comandante-Dirigente senza averne i titoli.

E' chiaro, in questo contesto, che il parere formulato dal capo dell'Avvocatura, Vincenzo Catalano, (che fino al mese scorso era anche Dirigente della Polizia Municipale con Bosco comandante facente funzioni) non risolve affatto neppure i dubbi sulla inconferibilità-incompatibilità dell'incarico di "comandante" rispetto al ruolo di sindacalista. A tal proposito basta ricordare che una apposita commissione di studio dell'ANAC ha già fatto rilevare che per gli incarichi affidati a politici o sindacalisti occorre tener conto non solo del D.leg 165/2001 ma anche al D.Lgs 39/2013.
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Ha detto Martusciello: Se ne occuperà la Commissione Europea del caso Bosco. Un' interrogazione infatti è stata presentata sull’argomento. Ne dà l’annuncio Fulvio Martusciello europarlamentare. "Riteniamo che la procedura seguita faccia rabbrividire - dichiara Martusciello - perché sarebbero stati violati una serie di principi base per l’accesso alle professioni, violando la parità di trattamento uomini, donne, non prevedendo alcuna procedura comparativa. Aspettiamo fiduciosi quanto dirà la Commissione".