Nuova denuncia dei permanenti misteri e silenzi sull’acqua inquinata bevuta a Benevento

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Scrivono per l’associazione ambientalista Altrabenevento, Sandra Sandrucci, e per il Comitato Qualità dell'Acqua di Benevento, Antonio Leone: Con uno striminzito comunicato stampa la Provincia (leggi sul Vaglio.it) ha annunciato l'avvio di alcuni esami in collaborazione con l'ARPAC, sui pozzi di Pezzapiana e Campo Mazzoni, senza indicare quali. Probabilmente si tratta di pozzi privati per i quali Altrabenevento e "Comitato per la Qualità dell'acqua" hanno chiesto da sei mesi accertamenti considerato che essi pescano nella stessa falda dei due impianti utilizzati dalla Gesesa, contaminati per la presenza di tetracloroetilene, triclorometano e bromodiclorometano.

Si tratta di pozzi a varie profondità e collocazione e gli esami sulla qualità dell'acqua avrebbero già da tempo potuto confermare l'inquinamento della falda. In particolare si evidenza che nell'area del deposito ferroviario di via Valfortore c'è un pozzo tuttora utilizzato che pesca alla stessa profondità di quello ad uso idropotabile di Pezzapiana anch'esso contaminato. L'Arpac nel 2005 aveva già trovato tetracloroetilene nella falda a 70 metri sospettando che il pericoloso inquinante potesse provenire dall'area ferroviaria. Quel pozzo è mai stato ispezionato?

Il Comune di Benevento ancora si ostina a considerare come potenziale la contaminazione dei pozzi che invece è stata più volte accertata e non pubblica la seconda relazione della ditta Artea srl che comunica il superamento anche della soglia di rischio per le acque della falda.

Intanto la Regione continua ad aumentare la fornitura di acqua dal Biferno che è arrivata a 200 litri al secondo (quasi 18 miloni di litri al giorno) ma la Gesesa continua a non spiegare come la usa e non spiega neppure perché continua a fare lavori di manutenzione della grossa perdita di acqua del Biferno in via Avellino proprio sulla galleria della tangenziale.