C’è chi dice… sì: Mastella, la temperie elettorale e le porte (dello stadio) spalancate a Vasco Rossi

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Il sindaco Mastella durante una sua esibizione canora a Benevento
Il sindaco Mastella durante una sua esibizione canora a Benevento

Un'esca succosa e una risposta istintiva: come volete che non s'entusiasmi subito il sindaco di Mastella , dinanzi alla richiesta di un Solo fans club perché la città di Benevento torni ad ospitare un concerto di Vasco Rossi a distanza di 20 anni dal precedente happening musicale in città? (leggi sul Vaglio.it). Il fiuto del politico ha colto l'assist e guadagnato spazio vitale sul web, promettendo – come nel più canonico dei casi – 'piena disponibilità' e un concreto interessamento. D'altra parte parlare a Mastella di un evento, come appunto potrebbe prefigurarsi l'eventuale ricomparsa del Blasco, allo stadio Vigorito, in grado di mobilitare masse significa invitarlo a carne e maccheroni.

Nella ulteriore piega nazionalpopolare che ha preso il suo modo di fare politica in questo lungo crepuscolo (basta vedere come ha ridotto a brandelli Città Spettacolo), non suscita alcuna sorpresa questa ennesima promessa, che si incastona alla perfezione nel nuovo, possibile disegno (elettorale) che l'uomo da Ceppaloni cerca di tratteggiare nel breve periodo. Non c'è misura adottata, o ipotesi avanzata, ormai, che non ponga al centro il 'popolo', in una declinazione più soft - rispetto all'attuale, imperante, destra salviniana e all'illusione revisionista grillina (tanti anni di Dc pesano e insegnano) - e quindi meno temibile per la democrazia e più accattivante per gli obiettivi.

P.S.: la reazione social dell'estremismo calcistico sull'intangibilità dello stadio è da considerare un mero effetto collaterale dell'esternazione filorockettara del sindaco, per la nostra salute, giova che a tali voci ruggenti su tastiera venga riservato un sano disinteresse.