Dar da bere alle fontane... Di tutto accade nella surreale e 'compassionevole' Benevento

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Nel suo 'piccolo', la fontana che cerca di sopravvivere al flagello del tempo nei pressi della Prefettura, sorta di seconda porta d'ingresso monumentale al corso Garibaldi, può annoverare in meno di una decina d'anni d'esistenza un vissuto curiosamente 'misto'. “L’opera d’arte 'Arechi II', realizzata dal Maestro Mario Ferrante per celebrare il primo anniversario dall’elezione a Patrimonio Unesco della Chiesa di Santa Sofia, fa acqua. Nel vero senso della parola. Dalla fontana, infatti, posta lungo Corso Garibaldi, accanto al Palazzo del Governo, scende giù una pioggia continua”, scriveva Ntr 24 nel lontano 29 maggio 2013.

A ciò s'è accoppiato, in antitesi, il racconto di una “fontana (che) dopo aver abbellito i giardini per circa un anno, ha smesso di funzionare. Sarà la sfortuna oppure è in atto un sordido complotto per sabotare le fontane pubbliche. Poveri noi, non facciamo in tempo ad inaugurare una fontana che presto o tardi, i misteriosi congiurati bloccano il flusso delle acque. L’opera del Maestro Ferrante è solo una delle tante 'vittime' eccellenti, ma è davvero penoso vedere l’acqua ristagnare nella vasca vuota dopo una pioggia”: così Felice Presta su Sannio Report, nel pure non vicino 24 aprile 2014.

Insomma, l'alternanza pieno-vuoto è già un classico nella (breve) storia della nostra fontana. Oggi s'aggiunge un elemento per così dire compassionevole. Vive, l'opera, una nuova e lunga fase di (decadenza, invero e pure) 'secca'. E così una mano amica ha inteso depositare sul fondo asciutto una bottiglietta d'acqua minerale, provvedendo magari a fare del monumento la prima fontana al mondo che ha la necessità di essere dissetata.