I collaboratori di Salvini che, andato via lui, dopo oltre un anno ne prendono le distanze

- Opinioni di Giovanni Festa
Da sinistra: Maglione, Ianaro, Ricciardi, De Lucia
Da sinistra: Maglione, Ianaro, Ricciardi, De Lucia

Oggi sono a Roma con tutti i portavoce alla Camera e al Senato del MoVimento 5 Stelle!”, scrive su Facebook la senatrice Sabrina Ricciardi, il 12 agosto. Un bel sorriso incornicia la foto: non si cerchino tracce di crisi, individuale prima ancora che politica, non ne verranno trovate. Anzi, eccola appena tre giorni prima, il 9 agosto: “Coi colleghi Fabrizio Trentacoste e Laura Bottici abbiamo approfondito la riforma fiscale che servirebbe per l’Italia (rimarremo col dubbio che favorirà notti insonni, Ndr). Noi andiamo avanti e lavoreremo fino all’ultimo secondo disponibile per 'fare', e dare un nuovo volto a questo Paese, da Nord a Sud”.
Continua dunque il racconto dalla 'bolla' nella quale hanno vissuto i grillini delle istituzioni alte, offrendo una visione pragmatica della loro presenza per non dover spiegare l’etica delle loro scelte politiche.

È il 12 agosto e noi siamo a Roma in riunione. Buone vacanze”: la senatrice Danila De Lucia fa eco alla collega di partito e d'aula. Non è il caso di cercare un pensiero autonomo sulla crisi di governo, non c'è. Ci sono invece i cahiers de doléances (le doglianze) su “alcuni dei provvedimenti in ambito culturale (culturale?, Ndr) che rischiano di non essere più approvati”. Naturalmente De Lucia è la stessa senatrice che il 6 agosto scorso, su Anteprima24, mostrava padronanza assoluta nel manovrare la materia sicurezza, votando la fiducia ad un Decreto che “abbiamo sviscerato parola per parola. Di contro, credo che molti non lo abbiano neanche letto. Certo, si inaspriscono le pene, ma continuare ad essere lo zerbino d’Europa non è più tollerabile. Intanto, aspettiamo di vedere quali posizioni riterrà di dover assumere, se ne assumerà, il presidente Mattarella”.

A differenza delle due parlamentari appena ricordate, Angela Ianaro, eletta alla Camera, appone un semplice commento, “Finalmente!!!!” (i punti esclamativi sono quattro e tutti suoi, Ndr) al video del Corriere della Sera che rilancia le proteste a Soverato contro il ministro Salvini. Una presa di posizione forte, ineludibile, coraggiosa... Un anno e mezzo dopo la firma del contratto di Governo. Deve essere che a Montecitorio s'adopera un linguaggio meno felpato rispetto a palazzo Madama, perché il caudino Pasquale Maglione è sulla falsariga di Ianaro. Tutto dalla parte del premier Conte e soprattutto disperato: “Aumenterà l’IVA. Andremo in ESERCIZIO PROVVISORIO. Salta la RIFORMA FISCALE. Salta la RIFORMA DELLA GIUSTIZIA. Salta il SALARIO MINIMO. Salta il TAGLIO DEI PARLAMENTARI” (le maiuscole, per argomenti evidentemente maiuscoli, sono le sue – Ndr). Per giunta bravo, ma solo quando si tratta di parlare ai suoi, ad offrire una lettura del recente passato: “Il Movimento 5 Stelle in questi mesi di Governo è sempre stato leale con la Lega anche a discapito del suo consenso. Lo abbiamo fatto per fedeltà e rispetto dei cittadini che ci hanno dato fiducia. Lo abbiamo fatto per correttezza nei confronti del contratto di programma che abbiamo firmato con la Lega. Lo abbiamo fatto perché, a chi ci ha votato e ha sostenuto questo Governo, abbiamo garantito stabilità per 5 anni”. Il vocabolario italiano la pensa diversamente: sulle parole del deputato, chiamando siffatto atteggiamento “tendenza a giustificare ogni cosa con motivazioni diverse”.
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In conclusione, si apprende dai diretti protagonisti della (micro)storia politica di questo Paese che per oltre un anno al Governo ha partecipato un partito di opposizione. Soccorre, anche in tal caso, il vocabolario della nostra bella lingua, che riesce a rendere semplice (senza semplificare) una architettura così complessa come quella di cui sopra. Vedi alla voce: “Collaborazione”, per non dire di peggio.