La tragicomica vicenda dello Stato Civile del Comune di Benevento, chiuso nel weekend e poi riaperto

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Con l'ultima nota diffusa alla stampa , il consigliere comunale di maggioranza Vincenzo Sguera (leggi sul Vaglio.it) ha contribuito a far chiarezza sullo spiacevole 'inconveniente' emerso, nell'attività amministrativa del Comune di Benevento, spirata la prima settimana di agosto: la (paventata) sospensione, nei giorni di sabato-domenica-festivi infrasettimanali, del servizio di competenza dell'Ufficio Stato Civile per le denunce di morte e di nascita, dettata da una disposizione a firma del Dirigente di settore (Lanzalone).
Malumori del personale, questa la formula di sintesi delle criticità varie dell'ufficio in questione (Sguera parla senza mezzi termini di “contrasto insorto”).

Nella scansione dei fatti, va ricordato che la questione, non appena approdata sulla stampa (8 agosto) e divenuta oltre che pubblica (ma fino ad un certo punto) e oggetto di ovvie e prevedibili critiche - ad esempio delle imprese di pompe funebri -, è rientrata in tutta fretta grazie al solito demiurgo: “Il Sindaco Mastella ha convocato ad horas una cabina di regia, con tutti i soggetti responsabili, finalizzata all’immediata risoluzione della problematica. L’assessora Anna Orlando, i dirigenti Lanzalone e Santamaria, il responsabile del servizio Dei Santi, hanno individuato una soluzione che risolve immediatamente il problema”.

Vincenzo Sguera, facendo buon uso anche dell'arma dell'ironia (“...si invita la cittadinanza ad evitare il decesso nei giorni suddetti...”), ha seguito la vicenda fin dall'inizio e ne ha, infine, divulgato gli aspetti non portati a conoscenza dell'opinione pubblica nei caldi giorni delle morti sospese. Sottoponendo alla sua stessa amministrazione anche una ipotesi risolutiva: “Si impone vieppiù la necessità di delegare un assessore - ancor meglio di un mero consigliere - che si (pre)occupi di pianificare al meglio l’organizzazione complessiva dei dipendenti comunali e che intervenga immediatamente per porre rimedio alle eventuali storture che provocano condizioni di disagio per i nostri impiegati”. Una soluzione semplice, non onerosa, di buon senso. Già presente, però, “in atti”, si direbbe.

Ovvero nello Statuto del Comune, laddove si ricorda che il sindaco “sovraintende al funzionamento dei servizi e degli uffici comunali e all'esecuzione degli atti, impartisce direttive al Segretario Generale ed ai Dirigenti, in attuazione dei poteri di vigilanza demandati dal presente statuto, dalle leggi e dai regolamenti”. Mentre, proseguendo nella lettura, “spetta al dirigente ed a chiunque eserciti funzioni di direzione, la responsabilità gestionale per l'attuazione degli obbiettivi fissati dagli organi dell'ente, verso i quali sono responsabili della corretta amministrazione, nonché della sua gestione efficiente ed efficace”. Una soluzione emersa oggi, insomma, purtroppo come frutto di una doppia disapplicazione e una palese inefficacia.