Il catechismo mischiato a spettacoli, suoni e frastuoni nella “rassegna che fu” trasformata dai mastelliani in kermesse

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Con qualche precedente già in archivio, ci sono piccoli e privati 'vizi' che si trasformano in pubbliche virtù anche nei cartelloni di eventi di intrattenimento. Come il Festival Benevento Città Spettacolo. Che, senza volere – o, magari, volendo senza lasciarlo intendere – trova una sua, esplicita, 'vocazione'.

Magari a qualcuno sfugge, tra le pieghe del fitto programma delle quattro noti e più allestite a suon di eventi roboanti e no, pertanto va ricordato, né possiamo eluderlo, un calendario che ha compreso anche la presentazione del “Videocatechismo della Chiesa Cattolica, prodotto da Crossinmedia Group e distribuito da San Paolo”, opera vasta (15 Dvd) frutto di “5 anni di lavoro, 6 mila location diverse, 60 mila persone nel mondo, come i 3000 lettori, donne e uomini di 200 differenti professioni e stati di vita, 70 nazionalità e 37 lingue, e i 2600 attori non professionisti, spesso interi borghi, come Maenza (Latina) e Morcone (Benevento), e che hanno dato vita alle fiction che ricostruiscono episodi biblici del Vecchio e Nuovo Testamento”.

E perché non venga nutrito alcun dubbio sul valore 'artistico' dell'appuntamento ecco che esso si qualifica, e viene reso dalle note ufficiali del sito festivaliero, come “un’opera originale destinata a tutti gli uomini e le donne per comprendere e diffondere la bellezza della Fede Cristiana”.

Mettiamola, come sempre, così: aspettiamo il direttore artistico Renato Giordano, nonché il suo mentore Clemente Mastella - che non ha disgiunto nome e presenza dalla circostanza -, al varco del varo del quarantunesimo anno del Festival ideato da Ugo Gregoretti. Siamo certi, infatti, che il lavoro di 'scavo' condotto dal responsabile del programma da qui al prossimo anno, permetterà di sottoporre all'attenzione della platea beneventana, nonché provinciale, nazionale, eccetera, qualche didattico e spettacolare prodotto che illustri, almeno per comprendere se non necessariamente per diffondere, la bellezze di altri credo religiosi, come l'Ebraismo o l'Islam ad esempio, o movimenti spirituali di ispirazione differente, come l'Hare Krishna (in proposito, dovesse – Giordano - avere bisogno di un 'guru', c'è un nome da proporre...).