Mastella alla guerra contro i piccioni e i proprietari che non li sanno respingere, tra i quali il Comune di Benevento...

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Palazzo Paolo V su Corso Garibaldi di Benevento
Palazzo Paolo V su Corso Garibaldi di Benevento

I colombi fanno gola a occasionali falchi, verrebbe da dire. In effetti, la recente ordinanza del primo cittadino di Benevento Mastella (leggi sul Vaglio.it), emanata per porre un argine al dilagare di fastidiosi e lordanti pennuti, con un certo sprezzo del pericolo viene commentata in correlazione con la sua storia istituzionale dalla cronaca on line del Mattino del 5 settembre. “Da Ministro della Giustizia a sindaco nemico dei piccioni”, è l'incipit dell'articolo. Che si conclude così: “Nei giorni in cui è nato un nuovo Governo, fa certamente discutere la parabola di Mastella, già leader dell'Udeur e figura politica di primo piano, prima col centrosinistra, poi col centrodestra di Berlusconi”.

Volando più in basso, possiamo parlare di una ordinanza a suo modo 'coraggiosa' nello sfidare innanzitutto la credenza popolare che vuole 'fortunato' chi è bersaglio di una cacca di piccione (qualcuno ha mai approfondito il piacere?).
E poi ricordare che l'attenzione del Comune di Benevento all’alato problema data nel tempo: già a dicembre 2018 l'assessore De Nigris parlava di “resistere alla tentazione di dare del cibo ai piccoli volatili”. Non sorprende, quindi, che oggi si sia giunti a prevedere misure severe per contenere “l’aumento esponenziale delle colonie di colombi e piccioni, soprattutto nel centro storico”.

Ma chissà che la decisiva spinta al sindaco non sia partita proprio dalla modesta osservazione del patrimonio “monumentale ed architettonico” del Comune, il cui 'proprietario' ha di recente dovuto fare i conti con una spiacevole scoperta. La ricorda (18 agosto) Gazzetta di Benevento: “Da Palazzo Paolo V, l'antica e prestigiosa sede del Comune, sono stati tirati fuori ben 4 quintali di letame di piccione. Non appena l'assessore Rossella Del Prete, che ha il merito di aver recuperato e ridato dignità a quella prestigiosa struttura, ha dato il via ai lavori interni di recupero, questa è stata la sorpresa: portati via 4 quintali di letame di piccione, un quantitativo enorme e con la impossibilità di disfarsi di quegli animali che ancora girano indisturbati nella sala principale del palazzo. Qualcosa bisognerà pur fare”.

Un'ordinanza indirizzata “ai proprietari (e ai titolari di diritti reali di godimento) di edifici” che stigmatizzi, appunto, negligenze pericolose per la salute umana e urbana...