Poche domande per l'asilo nido di Benevento. E i dubbi che fanno sorgere le parole dell'assessora

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Rossella Del Prete
Rossella Del Prete

Battezzato nel nome del piccolo Mario Zerella, l'asilo nido di via fratelli Rosselli, al quartiere Pacevecchia di Benevento, che ha riaperto i battenti verso la fine del mese di maggio di un anno fa, si qualifica come “una struttura di vera eccellenza, gestita unicamente con fondi e personale comunale”: tale è giustamente ricordata (cronaca locale del Mattino dell'11 settembre 2019) dall'assessore all'Istruzione di palazzo Mosti, Rossella Del Prete. Eppure arrancherebbe, non riuscendo a coprire tutti i posti a disposizione, ovvero i 29 oggetto del bando di ammissione, così ripartiti: 19 per il reparto lattanti (3-12 mesi) e semi divezzi (13-24 mesi) e 10 posti per il reparto divezzi (25-36 mesi).

“Appena 15 le domande”, ricorda il quotidiano. Facendo inoltre proprio un retropensiero dell'assessora sulle cause del mancato raggiungimento dell'obiettivo, e ciò nonostante il ritocco economico verso il basso che pure c'è stato: “La spiegazione prioritaria è l'aver stabilito lo scorso anno tariffe piuttosto elevate, non si volle sentire ragioni”.

Intriga, nel caso, il ragionamento che nella forma verbale pare esprimere distanza dai fatti. Eppure la Delibera di Giunta comunale del precedente anno menzionata tra le righe (n. 59 del 30/3/2018), avente appunto a oggetto la “Determinazione Tariffe Servizi Scolastici (anni scolastici 2017/18 e 2018/19)” - e tra essi i costi del servizio dell'asilo nido di Pacevecchia -, recependo la relazione del dirigente comunale del Servizio, è stata fatta propria e proposta per l'approvazione integrale dall'Assessore all'Istruzione. Cioè Rossella Del Prete.

La quale, per chiudere, non si ferma alla critica ma adombra pure un dubbio. Pesante. E sempre espresso in terza persona: “C'è qualcuno che vorrebbe far seguire all'asilo nido 'Mario Zerella' la sorte del 'Carlotta Nobile', ossia l'affidamento della gestione ai privati”.

Volteggia dunque come un'ombra tra le oscure parole questa figura che attenta all'offerta, al servizio, al patrimonio, al godimento pubblico. E' chiara, invece, la matrice obliqua di tali parole che, se vere, tendono piuttosto a nascondere un messaggio che a svelare, quindi a favorire e non dissipare la cultura del dubbio.