Fine Vita - Pochi ma pervicaci a Benevento i sodalizi cattolici oltranzisti in azione contro i diritti dei cittadini

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La sede della Corte Costituzionale
La sede della Corte Costituzionale

Ogni qual volta si profila la possibilità di un piccolo, e consapevole, passo sulla strada dei diritti e in tema di civiltà sbuca, in virtù di un riflesso automatico, l'anima nera dell'oltranzismo religioso che in ogni conquista legge un attacco alla purezza dei valori cristiani. Preludio, evidentemente, all'imbarbarimento della società, alla decadenza dei costumi, al dilagare degli infedeli.

Con l'udienza pubblica del 24 settembre 2019 la Corte Costituzionale affronterà la trattazione delle questioni sollevate con l’ordinanza 207/2018 “nel giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 580 del codice penale, promosso dalla Corte di assise di Milano, nel procedimento penale a carico di M. C.”, ovvero Marco Cappato, il leader dell'Associazione Coscioni coinvolto, nel 2017, nella vicende del suicidio assistito di Dj Fabo. E' questo il termine ultimo entro cui il Parlamento dovrà approvare una legge che sopperisca a un vuoto normativo; nella ricordata ordinanza la Corte infatti rilevava che "l’attuale assetto normativo concernente il fine vita lascia prive di adeguata tutela determinate situazioni costituzionalmente meritevoli di protezione e da bilanciare con altri beni costituzionalmente rilevanti".

Insomma, si tratta di adeguare al rinnovato tempo un articolo del codice penale, che risale al 1930 (“Chiunque determina altri al suicidio o rafforza l'altrui proposito di suicidio, ovvero ne agevola in qualsiasi modo l'esecuzione, è punito, se il suicidio avviene, con la reclusione da cinque a dodici anni. Se il suicidio non avviene, è punito con la reclusione da uno a cinque anni sempre che dal tentativo di suicidio derivi una lesione personale grave o gravissima...”). In effetti “la Corte ha ravvisato la criticità costituzionale dell’art. 580 del codice penale, nella parte in cui incrimina chi agevola il suicidio del malato irreversibile e sofferente che, liberamente e consapevolmente, rifiuta cure mediche, necessarie alla sopravvivenza, contrarie al suo senso di dignità”, considerando però “che la regolamentazione delle condizioni e dei modi di esercizio del diritto a sottrarsi in modo definitivo alla terapia con l’aiuto materiale di terze persone fosse da un lato costituzionalmente necessaria, e dall'altro esorbitante dal campo decisorio della Corte, e invece di pertinenza del legislatore". In fondo, qualcosa sarà pur mutato dall'epoca fascista, di Alfredo Rocco, del consenso in ascesa della dittatura e di ampie aperture e concessioni alla Chiesa (non che oggi, invero...).

Si sarà compreso, quindi, che nella discussione sulla legittimità costituzionale (solo quella è) siamo nel campo per così dire 'tecnico' dello Stato (la “pertinenza del legislatore”). Ma il Parlamento finora ha dormito, la Corte si esprimerà a giorni e la grancassa si è risvegliata. Non a caso “parte anche a Benevento la campagna di sensibilizzazione contro l’eutanasia e il suicidio assistito promossa dalla associazione ProVita e Famiglia cui hanno aderito il Centro di Aiuto alla Vita (CAV) e l’Istituto Santa Famiglia (ISF) di Benevento. Un camion-vela con due maxi-poster 6mx 3m circolerà per la città dal 16 al 21 settembre e sosterà principalmente davanti alle scuole medie”. Così una nota diffusa in questi giorni alla stampa, per segnalare che “il governo appena insediato è composto da partiti, il PD e il M5S, che non hanno mai fatto mistero della loro propensione verso questa pratica di morte... Con questa iniziativa, il CAV e l’ISF invitano anche i cattolici beneventani, troppo spesso chiusi nelle sacrestie (solo un’associazione tra le tante interpellate ha aderito alla nostra iniziativa), a non restare indifferenti di fronte a uno Stato che si arroga il diritto di calpestare le leggi di Dio”.
A parte il fatto, come si è visto, che lo Stato (il massimo organo di garanzia costituzionale del nostro ordinamento) nell'eventualità si 'arroga' il diritto di valutare una legge dello Stato, contro tutto ciò, soprattutto contro la complessità di tutto ciò, la risposta è una pubblicità veicolata da un mezzo: è l'era dei messaggi veloci, delle poche parole spese e delle immagini forti (figuriamoci se proposte dinanzi a scuole che ospitano pre-adolescenti...) per segnare un punto di vista, rispetto al quale dovrà emergere innanzitutto un lavoro in profondità e rispettoso del racconto della verità (che è quelle delle 'carte in un tribunale') da parte di docenti e famiglie.

Ora, si comprende bene che la Chiesa (o parte di essa) e le sue propaggini territoriali facciano il loro lavoro di propaganda, mentre si comprende meno che l'ideologia debba armare la propaganda per farne un dogma, valido per tutti. Negando, nella logica del gregge, all'individuo la capacità di saper analizzare e scegliere quel che è meglio per comprendere la pienezza della vita, anche nel suo declinare. Anzi, al contrario: è in credito con i diritti di civiltà proprio la società democratica, alla quale troppo spesso e con presunzione, si è sostituita una politica poco coraggiosa, più interessata a mediare i propri interessi (elettorali) con la Chiesa - cadendo pertanto nel medesimo errore compiuto da quella - che a decidere per il bene pubblico, garantendo tutte le opzioni possibili.