Noti imprenditore e politico di Benevento indagati dalla Procura per riciclaggio

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La notizia ha fatto rumore a Benevento per quanto noti sono i protagonisti in campo politico e finanziario: per gran parte della giornata di ieri militari della Guardia di Finanza di Benevento hanno eseguito una perquisizione nello studio legale dell'avvocato e noto imprenditore Giuseppe Ciccopiedi. Con la moglie e i suoi due figli è indagato per riciclaggio, ai sensi dell'articolo 648 ter del Codice penale, dalla procura della Repubblica di Benevento.

In particolare, tra quelli degli altri tre familiari indagati, emerge il nome del figlio Leonardo Ciccopiedi, consulente legale e tra i massimi dirigenti provinciali di Forza Italia, partito per il quale è stato candidato alle scorse elezioni europee. L'indagine porta le firma del procuratore capo Aldo Policastro, dell'aggiunto Giovanni Conzo e della sostituta Assunta Tillo. Come da procedura alla perquisizione nello studio legale ieri hanno anche assistitito due rappresentanti dell'Ordine degli Avvocati di Benevento, Alberto Mazzeo e Claudio Fusco.

Stando alle prime notizie trapelate, sotto esame sono alcuni passaggi di quote societarie avvenuti nel triennio 2014-2017 con una società della Bulgaria. Le perquisizioni di ieri sarebbero quindi state effettuate per acquisire ulteriori elementi. Sequestrati fascicoli e computer che ora saranno esaminati dagli inquirenti.

Giuseppe Ciccopiedi, noto imprenditore, tra l'altro nella disponibilità dell'Hotel Traiano, a due passi, dal massimo monumento cittadino, è stato impegnato anche in politica, nella destra, soprattutto da giovane come esponente della gioventù missina.

Il figlio Leonardo invece nell'agone politico è entrato relativamenteda poco, lo gha fatto nel partito di Berlusconi e Mastella, ma, come detto, bruciando le tappe sia nelle gerarchie interne, sia all'esterno con la candidatura al Parlamento europeo. Giova sempre ricordare che finora sono state rese note solo le ipotesi accusatorie, si è in attesa di sapere le posizioni della difesa dei quattro indagati, nonché, per uno di loro, quella ufficiale di Forza Italia, partito di appartenenza.