Mastella cerca casa... politica. Le elezioni regionali in primavera danno l'occasione per un nuovo posizionamento

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A dispetto di ogni motto di periodo, giunge un autunno in cui le foglie piuttosto che cadere restano abbarbicate agli alberi della politica, nonostante siano alquanto ingiallite. Non può che essere interpretata così l'ennesima giornata in cui il sindaco di Benevento Mastella si è trovato a occupare mediaticamente spazi importanti dell'informazione nazionale e che ha provveduto a rilanciare dal suo profilo social. Stavolta è toccato ad un articolo di Repubblica on line a firma di Giovanna Casadio far tornare in auge, sullo scenario sannita solo a prima vista, la voglia di centro che pervade, storicamente, un ceto politico che mai s'è rassegnato all'archiviazione della Dc, declinata quantomeno nella capacità di tenersi sempre a galla.

Ai piani alti accade con le gesta del fiorentino Renzi, e lo smottamento non è restato orfano di repliche anche nel meridione della penisola. Con la dovuta prudenza, però, per non tagliare ponti alle spalle e pure per non precludere le vie dell'avvenire.
“Posso dire che mi guardo attorno... Adesso sto nel centrodestra. Se scoprissi che c'è un pregiudizio nei miei confronti, le cose cambierebbero. Io non potrei accettarlo", ha detto Mastella. Ma guai a leggere in controluce in quest'intervista uno sbilanciamento verso Italia Viva: “Leggo di una mia adesione politica che non ho fatto. Faccio il sindaco e basta. Certo, non è un inedito che io abbia chiesto che per la Regione Campania si facciano le primarie. Le faranno? Non so. Solo allora dirò la mia”, ha provveduto a ribadire su Facebook.

Il pencolare fra i due estremi del centro non tragga in inganno, però: come sempre l'obiettivo è puntato sulla centralità della persona e, appunto, sull'intramontabile desiderio di continuare a contare (Mastella fu eletto deputato per la prima volta nel 1976).

Chissà se i portatori d'acqua e di voti alla causa del Mastella sindaco, che vivono un tasso di litigiosità elevato e si trovano ora ad annaspare nel deludente governo della città, sono riusciti almeno adesso a rivelarsi il ruolo (ricoperto) di meri strumenti per un rientro in campo del leader ceppalonese. Come nella pallanuoto, a proposito dell'abilità nello stare a galla, Mastella dopo la mancata ricandidatura all'ultima poltrona occupata, all'Europarlamento, nel 2014, è sembrato espulso, ma lo è stato solo temporaneamente. Fino al rientro in gioco, nel 2016, assaporando lo schiudersi delle porte di un nuovo palazzo (Mosti, stavolta) del potere, giusto il tempo necessario per ingolosirsi come sempre di più.