Il Benevento, da solo in testa al campionato di Serie B, ha fatto bene finora ma può fare meglio

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Recita così, lo score: 15 punti, nessuna sconfitta (unica squadra imbattuta del torneo), miglior difesa del campionato di calcio di Serie B (0,43 gol subiti di media - un bel vanto quest'ultimo). Numeri che permettono al Benevento di mister Inzaghi di veleggiare, in solitudine, nell'alto dei cieli della classifica. Alla Spezia, ispirato dai mondiali di rugby Tuia si è inventato mediano d'apertura e ha scodellato un lancio alla Jonny Wilkinson e Tello ha ripassato mentalmente l'astrodinamica per imprimere al pallone spiovuto da lontano un'orbita ellittica perfetta per bacchettare, nella circostanza, la scarsa dimestichezza di Vignali e Scuffet con il calcolo del tempo e dello spazio.

Il jolly pescato a qualche giro di lancetta dalla fine (omaggio al ritorno televisivo di Giochi senza Frontiere) ha messo a sopire il resto: la noia di una partita più vivace nella ripresa ma nel complesso andata avanti per inerzia sulle paure dei padroni di casa (primo, non prenderle: l'atteggiamento ha portato male) e l'ancora imperfetto ingranaggio giallorosso, spesso in ambasce a centrocampo dove s'apre qualche vuoto ogni tanto e soprattutto evanescente in fase offensiva, dove da un po' (4 gare) lo strumento più utilizzato è il contagocce: 6 reti delle 10 finora registrate in totale sono venute in appena due partite (nelle altre 5 la media gol è stata 0,8); gli attaccanti hanno inciso per il 40%, solo a prima vista segno di una distribuzione che favorisca una diffusa pericolosità.

Ci si può consolare, però, coi tre punti, e con la sosta che certo favorirà il meccanismo d'assemblaggio. Ma, a onor del vero, va detto che la perfezione non esiste e che, nonostante talora si possa storcere il muso, c'è comunque il comune denominatore della volontà a fare bene. Che per ora sta premiando e lascia intravedere, nel possibile futuro di miglioramenti, obiettivi, preziosi, davvero alla portata.