A volte ritornano… McDonald’s a Benevento. Quel che c’è da ricordare e sapere (non ci sono solo le 40 assunzioni)

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Via Pietro Nenni
Via Pietro Nenni

2019, McDonald’s a Benevento, un giubilo (dapprima): l’iter burocratico; l’effetto volano sull’impiego di manodopera; l’inizio dei lavori; la prevedibile fine; il rilievo da drone dell’area interessata; la proposizione del plastico: ecco come sarà; come fare le domande per accedere alla preselezione; le novità; l’indotto. Lo sbarco della regina del fast food, il marchio più famoso del mondo nel settore, ha riscosso un interesse con amplificazione stereofonica sulla stampa locale. E il Natale dell’apertura è già inquadrato nel mirino, e l’hamburger preme. Poi una doccia fredda (leggi l'articolo di ieri sul Vaglio.it), che infine si riscalda dopo l'accensione del bruciatore politico della polemica.
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Capodanno del 2000 a Benevento e nessuna fine del mondo alle porte, in viale dei Rettori fa la sua comparsa quella che si presume una novità da leccarsi i baffi ed un'attrattiva formidabile per i paninari da riflusso: il logo degli archi dorati di McDonald’s s'affaccia in città.

1° luglio 2002: la moneta unica europea debuttava da pochi mesi e i millennials con ogni probabilità erano ancora attaccati al ciucciotto o suggevano dal biberon; i diversamente giovani, invece, ricordano come proprio a Benevento si registrò il non invidiabile primato della prima chiusura in Italia di un McDonald's: 23 licenziamenti, con la società licenziataria che portò i libri in tribunale ritenendo che i “fatti dell'11 settembre (l'attentato alle torri gemelle, Ndr) hanno «notevolmente acuito problemi già presenti in precedenza, minando nel tempo anche la liquidità aziendale». Secondo l'azienda la perdita mensile sarebbe «costante» e «sostanziosa» e «ormai insostenibile»”.

2019, tre lustri e passa dopo la multinazionale ritorna sul medesimo luogo “del (primo) delitto”… Un colpo di scena, se è vero, come è vero, che a gennaio 2019, a seguito di qualche anticipazione di stampa, “la redazione giornalistica di TV7 ha contatto opportunamente l’assessore alle attività produttive Oberdan Picucci il quale ha precisato che nessuna richiesta ufficiale è stata protocollata al suo assessorato e al SUAP”. Diamine, e poi, due mesi dopo, appena a marzo, “ok (slang non casuale e già in tema yankee..., Ndr) della commissione edilizia alla costruzione e all’apertura … di McDonald’s”, progetto monumentale teso ad “offrire dei servizi di eccellenza sul territorio”.

Intanto l'iter si è esaurito – il 24 settembre appena scorso - con i vari passaggi anche politici: “L’approvazione in giunta del Pua (accolte alcune delle osservazioni prodotte dall’Ordine degli Architetti e dalla Provincia), infatti, equivale a un permesso a costruire e la palla passa una volta e per tutte alla Rem, soggetto attuatore del progetto, chiamata ora a sottoscrivere la convenzione che disciplinerà gli obblighi nei confronti del Comune e a dare il via ai lavori” (Anteprima 24). La soddisfazione è palpabile: “Il fatto che una multinazionale così importante abbia deciso di investire nella nostra città ci rende orgogliosi. Siamo soddisfatti del lavoro svolto” (Antonio Reale, assessore all’urbanistica, al Comune di Benevento). I lavori hanno preso il via in quella che è l’area designata, “tra via Pietro Nenni, via Giovanni Pascoli e via Mario Vetrone” (7766 mq), la ricaduta occupazionale prevede – attraverso un ‘casting’ - che siano “27 (ma l’aggiornamento più recente fa lievitare la quota a 40…, Ndr) le figure professionali assunte e che saranno impiegate durante l’arco dell’intera giornata, fascia notturna compresa, considerato che oltre al classico ristorante ai clienti verrà offerto anche il servizio del McDrive” - in proposito, quest'ultima è la corsia preferenziale (proprio con l'auto!) per il cibo da asporto dal (molto vago) sapore d'American Graffiti.

Le battaglie ideologiche sull'hamburger-simbolo imperialista per alcuni sono solo un retaggio di un passato molto lontano (un secolo fa), e quindi guardando con realismo a quest'intervento privato dal notevole impatto c'è da credere che esso sia stato ritenuto necessario perché, evidentemente, l'offerta enogastronomica locale si rivela insufficiente e quella immaginifica ancor meno.

Certo di fronte all'ecologia di rincorsa dell'amministrazione cittadina, che parla di plastic free, di traffico da tenere sotto controllo, di un “terzo dei nostri bambini (che) soffre di asma bronchiale provocato dalle polveri sottili”, eccetera, non dovrebbe risultare stridente la citazione (da Repubblica Salute) di “uno studio inglese (di qualche anno fa, Ndr) pubblicato sul giornale Psychological Science. Secondo i ricercatori della Exeter University nel Cornwell, non è necessario trasferirsi in campagna per beneficiare degli influssi positivi della natura, ma basterebbe aumentare di poco le aree verdi nelle aree urbane”.

Un testo che l'assessore all'ambiente cittadino, De Nigris, avrà certamente letto, se è vero che qualche settimana fa ricordava una sua proposta di delibera, ora all'attenzione delle competenti commissioni consiliari (leggi sul Vaglio.it), in cui emerge la necessità di piantare un nuovo albero per ogni nuovo bambino nato e/o adottato, ovvero che “in dieci anni, nelle zone della città che saranno individuate dai settori Urbanistica e Verde pubblico, potrebbero essere messi a dimora circa 4.000 alberi, con evidente impatto sul paesaggio urbano e miglioramento della qualità dell’aria”, magari laddove ci sia suolo non oggetto di parossistico consumo.

Ecco, quindi, che quel poligono irregolare a sei lati che s'inquadra dall'alto fra le vie Nenni, Vetrone, Pascoli – una zona peraltro oggi piena di cemento ma dove una volta, per dirla con Celentano, c'era l'erba - poteva prestarsi ad altra soluzione (parco attrezzato, ad esempio), almeno vista la recente vocazione salutista della Giunta Mastella. Infine, però, si è fatto il tifo per il colesterolo.
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