Retromarce, baccano e silenzi, solerzia e amnesie: 3 interrogativi sul movimentato arrivo di McDonald’s a Benevento

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Si è aperto il cielo sopra gli archi dorati dell'hamburger per antonomasia e sono piovute giù le indignazioni della politica beneventana (leggi sul Vaglio.it), senza distinzioni d'appartenenza. E la retromarcia di McDonald's, o meglio la pezza a colori addotta a mo' di giustifica, ha rafforzato vieppiù l'impressione di una decisa e rispettata presa di posizione.
Sorgono invece alcuni interrogativi.
Intanto c'è da capire perché un insediamento commerciale, ma anche industriale (campa cavallo...), sul territorio debba avere come diretta conseguenza una qual certa 'comprensione' per la forza lavoro locale: la disoccupazione come 'stato' è uguale a tutte le latitudini. I beneventani e i sanniti possono lavorare anche in altre città, quindi…

Poi c'è da capire il senso dello sconcerto dinanzi alle modalità di talune procedure di selezione: talvolta accade anche che ci siano concorsi pubblici i cui bandi sono pubblicati in agosto, ad esempio... Talvolta…

Infine, c'è da capire come mai la voce della politica si alzi, forte stentorea quando in ballo ci sono delle assunzioni, mentre si fa flebile quando sul tappeto, o meglio in mezzo ad una strada, ci sono i licenziamenti: si dirà che le une offrono raggio d'azione senza pegno finale, le altre al contrario fotografano un disagio foriero più di grattacapi che riconoscimenti.

Il dubbio e i fumi di una memoria che non ricorda sollevazioni popolari per la scomparsa delle polpette fritte da Benevento nel 2002, né barricate politiche per i 23 addetti, sicuramente selezionati con cura, cui fu tolto il grembiule al sinistro suono trumpiano di “you're fired”, "sei licenziato" (clicca e leggi l’altro articolo odierno su questo tema sul Vaglio). Quel dubbio e quei fumi converrà scioglierli nella distesa agra di un paio di fette di pane e qualche cerchio di soppressata.