Tentato rapimento a Benevento? Il social si scatena, due giornali al seguito si dividono. Il questore parla ma non chiarisce

- Cronaca di Carlo Panella

Potrebbe diventare uno dei casi che si riportano sui manuali di giornalismo la vicenda sorta ieri a Benevento, poi dilagata, e che inutilmente la Questura ha tentato di circoscrivere. Tramite Whats app e con post su un social network, si è scritto di essere stati informati, dai protagonisti della vicenda, di un tentativo di rapimento di un bambino da parte di una zingara, avvenuto nella serata di martedì, nei pressi del Carrefour di Benevento. Ratto sventato dal padre del bimbo: accortosi in extremis del tentativo, ha tolto il figlio dalle mani della rapitrice.

Ovvi lo sgomento e la rapida diffusione del post. Essendo però il racconto non nuovo, nelle ore successive, sempre sui social, si sono formate due fazioni: coloro che credevano al tentativo e coloro che lo consideravano una ‘bufala’, quelle che una volta venivano chiamate leggende metropolitane. Comunque, solo dopo l’esplosione del caso sui fb, i genitori del minore, chiamati in Questura, hanno denunciato la cosa.

Nulla di strano e nulla di nuovo, fino a quel punto: giornalmente sui social c’è qualcuno che scrive qualcosa: vero o falso che sia, è subito “guerra” tra i pro e i contro, tra chi ci crede e chi no.

La questione però è diventata seria, si è fatta preoccupante quando è stata ripresa da alcuni giornali: Anteprima24, infatti, ha subito scritto che un tentato rapimento di un bimbo a Benevento c’era stato, dopo aver verificato la fondatezza del post (cioè dopo aver interpellato anche le forze dell’ordine). Ma contemporaneamente un altro giornale, Ottopagine, subito, ha smentito, scrivendo, in un proprio articolo, di aver verificato con le forze dell'ordine l’inconsistenza di quanto denunciato e propalato. Questo ieri, mercoledì.

La questione si è ingarbugliata ancora di più, oggi, giovedì. Il questore di Benevento ha convocato una conferenza stampa, stamattina, proprio per frenare l'allarme sucitato e “fare luce” sulla vicenda. Ma ne ha fatta poca e fioca, stando, ai titoli e agli articoli riportati, dopo tale conferenza, dai due giornali intervenuti in precedenza e che hanno tirato dalla loro parte le parole del dirigente di PS.

Ha scritto infatti Anteprima24: “Tentato rapimento, il Questore: ‘Il fatto è avvenuto, stiamo cercando di dare un volto a questa donna’ “ (clicca e leggi l’intero articolo di Anteprima24).

Ha scritto infatti Ottopagine: “Il Questore: ‘Non parliamo di tentativi di rapimento di bimbi’" (clicca e leggi l’intero articolo di Ottopagine).

Il rimedio di Via De Caro quindi è stato peggiore del male perché entrambi questi articoli sono subito finiti nel mare magnum del social network a conferma, ognuno, delle originarie tesi opposte.

Ora, lasciamo da parte le scelte dei due giornali (uno dei quali - si vedrà quale - è stato sicuramente intempestivo nel confermare il tentativo di rapimento oppure nel negarlo), ma a questa fretta non può aggiungersi quella della Questura.

Lodevole sicuramente è lo scopo che ha mosso il questore, il suo tentativo di non far crescere ancora l'allarme, ma tale risultato si poteva ottenere solo se e quando si era certi di comunicare compiutamente l’accaduto, non lasciando margini interpretativi, limitandosi a dire, come si è detto, che un episodio c'era stato ma ancora non era possibile definirlo, cioè, affermare che si voleva o meno rapire un bimbo a Benevento.

Per cui, dopo la conferenza del questore, i dubbi sono rimasti, intatti, come emerge dalla lettura dei due articoli di segno opposto, sopra linkati.

Il questore opportunamente ha pure detto di denunciare gli episodi che si ritengono criminosi alla Polizia, prima di farlo eventualmente sui social. Noi aggiungiamo che, in assoluto, quando ciò ormai non è accaduto - come nel caso in esame - la comunicazione ufficiale, almeno quella, deve essere definitiva, chiarificatrice, senza ombra di dubbio, anche se per farlo occore prendersi qualche ora o giorno in più. Altrimenti, come sta accadendo, ognuno può interpretare le parole interlocutorie in maniera diversa. E, se quelle del questore le si è potute usare per titolare in maniera opposta sui giornali, figurarsi cosa è accaduto sui social...

Dal nostro canto, invitiamo i nostri lettori a pazientare. La notizia non è, né può essere il generico "episodio che c'è stato" nei pressi del supermercato, come ha detto il questore. Il fatto "che fa notizia" - allo stato - non c'è, non essendo ancora certo il tentato rapimento, né, in mancanza del tentato reato, il mero diffondersi di una delle tante fake news. Che non sono solo quelle del tutto inventate, ma - e sono le più pericolose - anche quelle che mischiano elementi veri con quelli falsi.