Tiempe belle e 'na vota ovvero quando Benevento faceva teatro (e dura ancora...)

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Peppe Barra
Peppe Barra

Nel vuoto attuale del calendario artistico/culturale beneventano in attesa della scoppiettante stagione che verrà, esaurite le mastelliane fatiche estive ed i riti nazionalpopolari, si volge altrove lo sguardo. Che si fa malinconico in lettura. Ecco che al teatro Sannazzaro, in Napoli, questi sono i giorni in cui va in scena “I cavalli di monsignor Perrelli”, di Lamberto Lambertini e Peppe Barra (con Patrizio Trampetti, e basterà ricordarlo con la Nccp).
Scrive Giulio Baffi: “Eccoli (Barra e Lambertini, Ndr) ancora insieme a ripercorrere le architetture del loro 'scherzo in musica', nato a Benevento nel 1991, per quella dodicesima edizione di Città Spettacolo a cui Concetta, partner ideale di tani spettacoli di Peppe, non poteva partecipare”.

“Il nostro spettacolo – scrive sul suo blog lo stesso Barra - nacque nel 1991. Fu l’unico spettacolo senza Concetta Barra, per una sua piccola indisposizione, in tutti i dodici anni di creazioni della Compagnia di Peppe Barra e Lamberto Lambertini, lei sempre indomita protagonista. Gli interpreti erano Peppe Barra e Patrizio Trampetti. E così nacque, per il Festival di Benevento, questo duello teatrale tra due attori molto amici, che avevano consuetudine a tenere e a inventare insieme la scena, offrendo arte, risate e un po’ di malinconia. Quella divertita scrittura fu anche, e oggi ancora di più, un buffo autoritratto dei due autori, Peppe e Lamberto, ispirazioni primarie per Meneca e il Monsignore”.

Dunque Benevento Città Spettacolo, dodicesima edizione: “1991: L'Ambiguo. Dal mito di Don Giovanni alle nuove seduzioni", direttore artistico Renzo Giacchieri. Ricorda Elide Apice nella sua storia delle rassegna cittadina: “Al De Simone fu portato in scena “I fantasmi di Monsignor Perrelli” di Lamberto Lambertini con Peppe Barra e Patrizio Trampetti. “Si ridiede vita ad un personaggio divenuto proverbiale nella Napoli di Ferdinando IV di Borbone per la sua sciocchezza. Irresistibile Peppe Barra nel ruolo di una perpetua che si muoveva in una stanza addensata di teatrali trompe l'oeil. Una autentica commedia degli equivoci, che era stata recuperata da Eduardo negli anni ’50, ma che non aveva sortito il successo che invece ottenne Benevento”.
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Cosa faranno riaffiorare, invece, alla memoria le scelte e il nome di Renato Giordano, direttore artistico di radici ceppalonesi, un trentennio dopo?