Melania Mazzucco a Benevento per riparlare di “Vita” il romanzo con cui vinse il premio Strega

- Cultura Spettacolo IlVaglio.it
Un momento della presentazione a Benevento del libro di Melania Mazzucco
Un momento della presentazione a Benevento del libro di Melania Mazzucco

Nello stabilimento della Alberti di Benevento in piazza Vittoria si è tenuto il secondo appuntamento della rassegna‘Stregonerie’ il Premio Strega tutto l’anno. Ospite e protagonista della serata, svoltasi davanti a un folto pubblico, ancora più numeroso della presentazione d’esordio, è stata la scrittrice Melania Mazzucco. Ha parlato di “Vita”, romanzo con cui vinse l'edizione del 2003 del più antico Premio Letterario italiano.

La rassegna è diretta da Isabella Pedicini e Melania Petriello ed è stata organizzata con l’Azienda Strega Alberti e la Fondazione Bellonci. E’ dedicata appunto ai libri che, negli anni, hanno ottenuto il Premio Strega.

Mazzucco ne ha parlato a Benevento con Claudia Marchionni, caporedattrice di Mediaset, ripercorrendo inizialmente i momenti della serata romana in cui ottenne il prestigioso riconoscimento con una grande consenso. Spazio poi al racconto della genesi del libro e al suo divenire, man mano che la scrittura andava avanti. Lodata dalla Marchionni, in particolare, la rigorosa ricerca delle fonti, di tipo giornalistico, alla base del romanzo (spulciando tra archivi della polizia di Brooklyn e liste dei passeggeri dei piroscafi). Un lavoro di verifica di quanto il nonno della scrittrice, ritornato in Italia per la Prima Guerra Mondiale, aveva narrato a suo figlio (e ad altri) e da questi alla nipote, la Mazzucco appunto.

Un storia dura d’emigrazione, quella degli italiani negli Stati Uniti all’inizio del secolo scorso, raccolta nel romanzo pubblicato all’inizio del 2003, un periodo in cui in Italia si erano cominciati a vedere gli effetti e l’impatto di una emigrazione verso il nostro Paese, dall’Africa e da altri territori. Una storia, le tante storie intrecciate del romanzo, che l’autrice ha voluto raccontare non solo per la vicenda familiare e le sue implicazioni, ma anche se non soprattutto per ricordare a tanti immemori italiani che, in un passato non così lontano, eravamo noi a sopportare le condizioni di degrado e di sofferenza dei migranti. Come quelle patite da Vita e Diamante, due fratelli, due ragazzini di campagna del Sud Italia, finiti improvvisamente a New York.

La serata si è conclusa con Mazzucco che ha risposto ad alcune domande del pubblico, tra le quali quelle dei gruppi di lettura, nati attorno alla rassegna: i partecipanti leggono assieme i libri vincitori del Premio che poi saranno presentati a ‘Stregonerie’.

Il prossimo appuntamento è fissato per il 16 novembre, nello stesso luogo, alle 18.30. Sarà presentato “La ragazza di Bube” romanzo con cui Carlo Casosla s’aggiudicò lo Strega nel 1960. Sarà raccontato da Antonello Ricci (curatore della riedizione dei “Minatori della Maremma” scritto da Carlo Cassola e Luciano Bianciardi nel 1956) e da Fabio Stassi (scrittore e responsabile per la narrativa italiana per la Minimum Fax).