Acqua bene comune: alle richieste di partecipazione democratica tardiva e solo burocratica la risposta a Benevento

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I giornali sanniti hanno riportato al centro del dibattito politico (ma anche civile e sociale, in fondo) la vicenda della proposta di referendum consultivo sull'acqua come bene pubblico, e basta, promosso dal Comitato ABC, derivata da un referendum nazionale (disatteso), illustrata in loco da fior di esperti e infine sottoscritta da oltre tremila liberi cittadini. La cui libertà di pensiero è stata conculcata da un parere – tecnico - sollecitato dalla Commissione Affari Istituzionali di palazzo Mosti al vertice amministrativo del Comune di Benevento, la segretaria generale Cotugno: “L'individuazione della forma di gestione del servizio idrico è sottratta alle competenze dei singoli Comuni e, per quanto riguarda Benevento, è riservata ai componenti organi dell'Ambito Calore irpino”. Quest'ultimo, ovviamente e per inciso, proprio decollato e del tutto operativo – come sanno anche le pietre... Scherzi a parte, su tale referendum pesa dunque quest'autorevole giudizio, burocratico: che esso sia “inammissibile” nonostante per sua dichiarata natura 'consultivo', cioè non concorra a far deliberare alcunché. E però conceda – sempre per definizione - la facoltà di esprimere un parere. Quando dell'istituto referendario non si abusa (come in questo caso), lo strumento in questione ha valore anche più concreto come 'sondaggio', ovviamente fuori dalla celia della democrazia diretta così come raccontata dai pentastellati.

Ora
tralasciamo il tempo trascorso, davvero tanto, per ottenere un responso istituzionale; tralasciamo gli sforzi compiuti per illustrare adeguatamente il quesito e quelli per raccogliere le firme;
tralasciamo gli effetti del movimento d'opinione e, addirittura, la validità normativa del quesito su cui far convergere l'attenzione degli amministrati.
Resta, in primo piano, l'opportunità politica, che prescinde dalla validità asserita di tutti gli elementi a contrasto. E che non deve lasciare all'organo amministrativo l'ultima parola, soprattutto quando il 'pedaggio' da pagare sia, in fondo, minimo e innegabilmente senza conseguenze. Altrimenti viene facile pensare che è un modo per sottrarsi al dialogo.