Chiusura scuole a Benevento - Il quasi simultaneo agire del sindaco e della senatrice e i pesi della responsabilità

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Una macchina bellica, in senso ovviamente solo istituzionale, che gira alla perfezione, blindata e quindi pronta a garantire la sicurezza degli occupanti. C'è una sintonia (chissà quanto imprevedibile) tra alcune mosse del sindaco berlusconiano di Benevento Clemente Mastella e certe iniziative della senatrice di Forza Italia Sandra Lonardo. Dopo aver tenute chiuse le porte degli edifici scolastici cittadini per due giorni in virtù dell'allerta arancione diramata dalla Protezione Civile della Campania e, soprattutto, dopo aver constatato che il meteo è stato meno brutto di quello dipinto nei bollettini regionali e aver di conseguenza subito ire di varia provenienza per l'interruzione del servizio (però benedetta dagli studenti), Mastella è sbottato (leggi sul Vaglio.it), chiedendo lumi all'Anci e soprattutto ricordando che “noi sindaci, qualora dopo l’indicazione di allerta arancione dovesse accadere qualcosa e qualcuno dovesse subire danni, anche irreparabili, in conseguenza dell’eventuale caduta di un albero davanti a una scuola, saremmo poi chiamati a risponderne dal punto di vista della responsabilità civile e penale”. Questo il 6 novembre.

Beh, appena il giorno dopo (7 novembre), la senatrice berlusconiana sannita informava, anch'ella attraverso una nota stampa (leggi sul Vaglio.it), di aver “presentato in Senato una interrogazione parlamentare al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Lorenzo Fioramonti, al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Sergio Costa, ed al Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede” avente ad oggetto quella “situazione meteorologica” che, “a causa dei cambiamenti climatici, continua ad essere molto incerta” e di conseguenza “crea sempre maggiori problemi e numerosi Sindaci sono spesso vincolati nell'esecuzione delle loro prerogative, tra le responsabilità, anche penali, al fine di garantire la sicurezza degli edifici e la garanzia dello svolgimento delle attività didattiche”.

Il - certamente casuale - rapporto fra il flop beneventano in grado di procurare danni d'immagine (fra gli studenti, è alta la percentuale dei minorenni che quindi non votano) e il movimento di palazzo (Madama), nel porre in evidenza che molti istituti scolastici “versano in condizioni precarie”, infine si anima nel suggerire se le autorità politiche interrogate “non ritengano che debba essere la protezione civile nazionale a vincolare i Sindaci per le eventuali loro ordinanze di chiusura” (e non il contrario come avviene adesso...).

Sgravando dunque i primi cittadini, in una sorta di neocentrismo statale di ritorno proprio in una fase in cui si discute sempre più di funzioni da delegare alle periferie - da qualsiasi responsabilità civile e penale... in grado talora di compromettere anche l'affidabilità politica.