Benevento - L'assessorato di sostegno per una maggioranza in Consiglio diversamente abile

- Opinioni IlVaglio.it

Come fa la comunità beneventana a non avvertire il conforto di un simile afflato istituzionale teso al bene pubblico? La malevolenza nei commenti non può che venirne fuori sconfitta. Quindi guai a pensare che il processo di frammentazione in atto a palazzo Mosti, che sta facendo gemmare gruppi in seno al Consiglio comunale con il rimescolio del mazzo degli eletti, sia dovuto alle solite beghe politiche fra gli uomini.

Si prenda ad esempio, l’ultimo in ordine di tempo, quanto espresso dal consigliere Mimmo Franzese (I Moderati, oggi; ma una delle due liste mastelliane, ieri) attraverso una articolata nota affidata alla diffusione mediatica (leggi sul Vaglio.it), nella quale sbatte in faccia la porta ai maligni edai pessimisti, annunciando che “non c’è nessuna maggioranza spaccata”. Ipotesi venuta a galla dopo il voto ballerino sul bilancio nella seduta di Consiglio di qualche giorno fa. Assenze in aula verificatesi proprio allora, discussioni? Solo dialettica democratica in seno al gruppo, per una vicenda che in fondo richiama l’altra e l’alta affermazione di responsabilità a opera del neonato Patto Civico, creatura pure nata da un assemblaggio di pezzi di varia e anche opposta provenienza.

Entrambi i gruppi seguono la stella polare del “fare per la Città”, chi attraverso un documento con tanto di punti sensibili toccati e da affrontare e possibilmente risolvere (leggi sul Vaglio.it), chi attraverso il ribadire la granitica fede politica, come I Moderati di Franzese (“…coloro i quali in queste ore pensavano che il gruppo potesse sgretolarsi resterà deluso”). Rassicurazioni, dunque, da entrambi.

Ma poi una linea di separazione: “A differenza di chi si nasconde dietro un dito (non è difficile intravedere obliqui riferimenti, Ndr), non nascondo però che se in futuro dovesse esservi, per Domenico Franzese o per il gruppo, l’opportunità di un riconoscimento politico (guarda il caso: formula che segna una coincidenza verbale con quanto espresso dal pattista Scarinzi nell’ultimo Consiglio, Ndr) risponderemmo positivamente”. E per meglio comprenderci: “Se il mio leader politico dovesse decidere di utilizzarmi in qualsiasi altro ruolo, con l’assegnazione di responsabilità attraverso cui esprimere al meglio il nostro contributo amministrativo (il più volte dimissionario dalla carica di Presidente della Commissione attività produttive guarda oltre, dunque: Ndr), questa volta non direi no”.

Beh, nel moltiplicarsi dei gruppi in Consiglio Comunale, si direbbe che l’elemento di stabilità della maggioranza di governo cittadino, espresso in modo velato o palese, è anche il conseguente moltiplicarsi delle “responsabilità”, da esercitare – però - in ruoli istituzionali meglio adeguati al compito (assessorati). Che, ma solo a prima vista, fanno da contrappunto a un più sincero (!) sostegno…