De Lorenzo denuncia la lentezza del processo lumaca sull'Asl di Benevento

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Giuseppe De Lorenzo
Giuseppe De Lorenzo

Giuseppe De Lorenzo, già amministratore e e consigliere comunale di Benevento, nonché dirigente del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura della locale Asl (sito presso l'ospedale 'Rummo'), ha diramato una nota critica di commento al lento svolgimento del processo penale, su una passata gestione della detta Asl. Nell'odierna veste di presidente dell'associazione 'Fuori dal coro', da decenni impegnato nella denuncia nel campo della sanità nel Sannio, De Lorenzo scrive: Giovedì prossimo è programmata un'altra udienza di uno dei tronconi relativi alla ben nota inchiesta che, anni fa, ben sette, coinvolse l'Asl della nostra città, all'epoca.

Una serie interminabile di testimoni, al solo scopo di prendere tempo ed accorciare gli anni della prescrizione. Nell'ultima udienza, per essere escusso, fui invitato anch'io, unitamente alla mia segretaria. Alla fine, si decise di non ascoltarci.

Senza, è ovvio nulla eccepire sulla indiscussa validità professionale dei magistrati giudicanti, dei quali, or non è molto, abbiamo parlato ampiamente, sono, purtroppo, le leggi che devono essere cambiate. Dopo il clamore mediatico dell'epoca, a livello nazionale, che, in ultimo, portò alle dimissioni di un ministro della Repubblica, ora il processo, che definire lumaca e' poco, si trascina senza entusiasmo e, di sicuro, ancora una volta, i cittadini assisteranno ad un copione già visto.

Così come si è verificato per "Mani sulla città", "Quattro notti", "Zamparini", solo per ricordarne alcuni. In questo caso, però, è in gioco la salute dei pazienti che soffrono e, quindi, non può finire tutto nel nulla. Se così fosse, sarebbe stato meglio evitare di dare inizio a questa che, ad un tratto, si trasforma in sceneggiata.

Noi tutti, una volta per sempre, attendiamo delle risposte. E' dal 2012 che tutto questo putiferio, ad offesa della quotidiana sofferenza umana, si è verificato. Il giudice Cusani, tra I'altro, scrisse: "Sorprende la facilità con cui gli indagati siano riusciti a sottrarre all'Asl di Benevento, per un notevole periodo di tempo, così imponenti somme di danaro, senza che nessuno intervenisse. La situazione, per questo, appare tanto allarmante se si considera che gli accertamenti svolti dal pm siano stati mirati - per evidenti ragioni di tempo ed energie - solo su di una piccola parte della gestione dell'Asl, quella facente capo a Pisapia". E gìù di lì, Cusani, senza esclusioni di accuse molto gravi.

La vicenda, esaminata nel suo complesso, appare decisamente scandalosa ed è triste che, quasi certamente, con la prescrizione, cadrà nel dimenticatoio. Prova ne è la giustizia lumaca, qui a Benevento, in questo caso, poi, giorno dopo giorno, aumenta la sua lentezza. La vicenda del bar aI Fatebenefratelli, quella del 118, euro a migliaia elargiti ad awocati, sempre gli stessi, di cui tanto si è parlato, sono stati, forse, esempi di scherzi, anche se di pessimo gusto. E, che dire del famoso "Crocchè" (...) che, oggi, per premio, ricopre un incarico di non poca importanza? ln ltalia, purtroppo, questi sono i personaggi che fanno carriera, mentre tanti giovani, dopo aver studiato per anni, rimangono al palo.

Il manager dell'Asl di allora è tornato al suo posto di origine. Nelle registrazioni di Pisapia (allora riportate dall'Espresso e rilanciate dalla stampa nazionale e locale, NDR), valide o meno dal lato giuridico, si ascolta la sua voce che dice: " Nunzia, io non resterei un secondo in piu all'Asl se non per te e con te; perchè la nomina l'ho chiesta ate, tu me I'hai data ed è giusto che vi sia un riscontro". E' un'affermazione quest'ultima gravissima se profferita da un professionista dai capelli bianchi, in odore di pensione.