Le dimissioni di Puzio e la desertificazione del panorama istituzionale di Benevento

- Opinioni di Giovanni Festa
Palazzo Mosti, sede del Comune di Benevento
Palazzo Mosti, sede del Comune di Benevento

E' o non è la maggioranza mastelliana al Comune di Benevento parente stretta del MoVimento 5 Stelle? Nonostante i cosiddetti 'grillini' siano tra i nemici giurati del leader e sindaco della città? Nonostante, a prima vista, sembri che i due raggruppamenti muovano da sponde opposte? L'ultima esternazione di Antonio Puzio (leggi sul Vaglio.it), “un secolo fa” addirittura candidato sindaco in via autonoma e oggi solo consigliere comunale poi - non senza destare sorpresa - designato, fino a poco fa, alla presidenza della Commissione Cultura, rappresenta solo l'ultimo esempio in favore della tesi. Di suo Puzio aggiunge alla slabbrata catena di eventi anche la convergenza degli opposti. Enigma che cerca di risolvere così: “La mia posizione, condivisa dal consigliere Angela Russo (all'appello, per sottrazione dal gruppo dei cosiddetti Moderati, manca Mimmo Franzese, che pure ha esternato (leggi sul Vaglio.it), è di assoluta criticità verso l'azione amministrativa, non sempre coerente con le problematiche della città. Pertanto, rivendico (attenzione, Ndr) totale autonomia di giudizio, come ho sempre fatto, (attenzione, Ndr) leale sostegno al sindaco e alla sua squadra, quando ci sono provvedimenti nell'interesse di tutti”, frase quest'ultima che sublima pure la tautologia in politica.

Insomma, assomiglia all'argomentazione di un grillino qualsiasi, oscillante fra il detto e il contraddetto nello stesso pensiero. Argomentazione che, declinata nei più svariati modi, ha costituito la pietra angolare delle transumanze consiliari, mai portate fino in fondo (tranne poche, pochissime eccezioni). E, constatazione di riserva - che pure corrobora la tesi in epigrafe -: la classe politica salita al governo con Mastella è appunto assimilabile a quella del M5S chiamato – addirittura - a guidare il Paese. Inesperienza, confusione, litigiosità affiancate a un opportuno riposizionamento, che hanno determinato la desertificazione del panorama istituzionale cittadino.