La FAI CISL: La chiusura del Consorzio Agrario di Benevento non è assolutamente all'ordine del giorno

- Economia Lavoro IlVaglio.it

Scrive Alfonso Iannace per la FAI CISL di Benevento: In ordine alle notizie, riportate anche da organi di stampa, degli ultimi giorni e relativi alle vicende del Consorzio Agrario Provinciale di Benevento e al cambio del Commissario liquidatore la FAI CISL intende precisare che al –momento- non si paventa nessuna “chiusura dell’azienda”! Preoccupante SI!

Infatti, la manifestata preoccupazione del personale, non origina da episodi recenti o da una improbabile ed imminente possibilità di chiusura delle attività consortili, bensì dalla circostanza che – nell’incontro sindacale del 19 c.m. – pertanto prima della revoca del Commissario liquidatore D.ssa Valentina Rettino, quest’ultimo, ha comunicato l’impossibilità, a suo dire, di presentare una nuova proposta di concordato e la presenza di una società terza, non legata al territorio, intenzionata al mero acquisto, parcellizzazione e rivendita della società con nessuna tutela di salvaguardia dei livelli occupazionali.

Le preoccupazioni della FAI–CISL, si ribadisce, originano dalla suddetta comunicazione del Commissario, peraltro revocato. infatti, in detta ultima denegata ipotesi, il Consorzio perderebbe la sua identità aziendale scomparendo dal territorio ed i dipendenti, nonché l’intero indotto, non avrebbero tutela alcuna.

Pertanto a seguito del predetto incontro del 19 c.m. e quindi prima della revoca Commissariale e non come conseguenza diretta della stessa, è stato richiesto un incontro presso la Prefettura di Benevento – per il quale si resta in attesa di riscontro – non già per scongiurare una cessazione delle attività (si ribadisce non all’ordine del giorno) ma per scongiurare l’intervento di una società terza che possa acquistare il Consorzio e rivenderlo a pezzi.

Il sindacato all’uopo ribadisce con forza che la strada maestra da seguire è quella della presentazione di una nuova proposta di concordato che possa portare in bonis il Consorzio restituendolo, nella sua unitarietà, al territorio ed alla agricoltura Sannita o – qualora detta ipotesi dovesse risultare non

percorribile – quella di un affitto dell’intero complesso aziendale capace di salvaguardare integralmente i livelli occupazionali e la permanenza del Consorzio sul territorio.