La Compagnia Solot sale ancora più in alto: ha creato una nuova sala teatrale nel Mulino Pacifico di Benevento - Fotogallery

- Cultura Spettacolo IlVaglio.it

Tanta gente stamattina nei pressi di uno dei tanti, insigni monumenti di Benevento, il Ponte Leproso. Precisamente, nel Mulino Pacifico dal 2005 animato dalla storia Compagnia di Teatro Stabile Solot, attiva dal 1987. L’evento meritava tanta cornice di pubblico (Vai alla Fotogallery). La Compagnia, a spese proprie (70mila euro), ha costruito una nuova sala teatrale, con comode poltrone e nuovo palcoscenico. Ora assistere agli spettacoli che vi si terranno sarà più comodo e piacevole, se ne gioveranno per primi le nuove rassegne presentate per i piccoli, gli studenti e gli adulti, in partenza a dicembre e gennaio prossimi (l’elenco di tutti gli spettacoli dei vari cartelloni è in calce a questo articolo).

Nella sala gremita sono saliti sul palco i componenti della compagnia, per delle performance e per dare informazioni sul come si è giunti al Nuovo Teatro Mulino Pacifico. Sia i fondatori, Michelangelo Fetto e Antonio Intorcia (il duo artistico per antonomasia della città di Benevento) sia le persone che da anni lavorano incessantemente al loro fianco, nelle recite e nelle lezioni delle varie scuole di teatro (i cui alunni si contano ormai a migliaia) e cioè, Paola Fetto, Assunta Maria Berruti, Carlotta Boccaccino e Celeste Mervoglino che ha fatto da presentatrice.

Intorcia ha recitato, con la nota bravura, un monologo tratto dall’Ulisse di Tennyson, Fetto, alla sua coinvolgente maniera, un brano riadattato dal Cyrano di Bergerac di Rostand: applausi a scena aperta (è proprio il caso di scrivere…). A portare i saluti e la riconoscenza della Civica Amministrazione per questa lodevolissima iniziativa autofinanziata l’assessora comunale alla Cultura Rossella Del Prete. Un interessante video di Michele Salvezza ha testimoniato le varie attività svolte nei mesi scorsi dalla Solot assieme al progredire dei lavori di creazione della sala teatrale.

Ringraziati i collaboratori, i partner, le maestranze e lo sponsor, i rappresentanti della Compagnia hanno ricordato che in quel luogo, oltre alle rappresentazioni alle lezioni per le scuole di teatro, si svolgono altre attività culturali quali, concerti, presentazione di libri, mostre e proiezioni di film. E che il teatro sarà messo a disposizione di coloro che avranno un valido progetto da presentare.

I cosiddetti “figli di Gregoretti” hanno naturalmente ricordato il grande artista, recentemente scomparso, e i loro esordi nella sua‘Città Spettacolo’, con ‘Serata Flaiano’. In una rassegna che vede proprio nella Solot la compagnia che ha finora il maggior numero di presenze nel quarantennale cartellone. Raccontare anche una minima parte delle rappresentazioni e delle iniziative della Compagnia in tutti questi anni è impossibile in un articolo.

Fare teatro, difendere il teatro, proporre e insegnare il teatro per la compagnia ha significato per decenni costi, ma il saldo coi benefici è stato sicuramente molto positivo. Ne è valsa la pena, per la convinzione di fondo del loro agire secondo la quale è la qualità a fare la differenza, nel campo artistico come nel sociale, nella vita. Una capacità di vedere lontano, oltre il contingente, una visione che la Solot spera possa informare anche altri agenti sociali sul territorio: “C’è bisogno di visione, non di televisione, di incontri, di confronti, perché da soli non ce la si fa”.

Prima del brindisi finale nel foyer, tutta la Compagnia è salita sul palcoscenico per i meritati applausi per il nuovo teatro e più in generale di riconoscenza: i presenti rappresentavano tutta la città e pure la provincia di Benevento. La Solot ha dato e fatto moltissimo per questo territorio e investe ancora, tanto, tra arte, sudore, tensione, passione e tasca propria: chapeau ! Sipario.
***
Stagione Teatrale 2020 - Obiettivo T

Lunedì 6 gennaio 2020 ore 20.30
-
Sciaveca Associazione Culturale presenta

NAPUCALISSE (oratorio in lettura)
di e con Mimmo Borrelli musiche dal vivo di Antonio della Ragione

Un monologo che scava nelle viscere di un’umanità dolente e arrabbiata, quella di Napoli, destinata a esplodere come il suo Vesuvio. In questo lavoro, emerge forte la visione Politica di Borrelli su Napoli considerato il luogo ideale per perdere la speranza. E il Vesuvio, questo, sembra saperlo. E’ così che, nello spettacolo, alcuni dei suoi abitanti invocano le grazie delle sette madonne Vesuviane, messe a guardia del vulcano per placarlo, e si chiedono se sia giusto lasciar sopravvivere questa città o se sia più giusto che questa città compia il suo destino suicidandosi tra il fuoco e la lava. Napucalisse è un’invettiva con l’anima di una preghiera, un’invocazione del fuoco per bruciare di pietà e di speranza. Con l’innocenza di un fauno e la collera di una bestia, Borrelli incarna lingua e tumulto di una Napoli che si fa archetipo e pulsa dentro la terra: archeologia di memoria, futuro e sedimento di quell’antro ribollente che è il teatro.

Venerdì 17 gennaio 2020 ore 20.30
- Fondazione Teatro di Napoli e Teatri Associati di Napoli presentano

WET FLOOR
di Fabio Pisano con Antimo Casertano, Fabio Cocifoglia regia Lello Serao

“Oggi se non leggi i giornali sei disinformato, se invece li leggi sei informato male; […] Una delle conseguenze della troppa informazione è il bisogno di arrivare primi, non importa più dire la verità, quindi qual è la responsabilità di un giornalista? Dire la verità. Non solo arrivare per primi, ma dire la verità.”

WET FLOOR è uno spettacolo nato dalla riflessione di Denzel Washington sul giornalismo di oggi. Arrivare primi. Non conta la verità.

Fabio Pisano dà vita ad uno testo in cui protagonista è l’attuale nuova “guerra” dei media d’informazione che si divide il campo tra realtà e verità. In scena, Antimo Casertano e Fabio Cocifoglia. Di cosa si ha bisogno, oggi? Di conoscere la realtà, o la verità? Realtà e verità nel mondo contemporaneo sono concetti molto distanti. Il testo è tagliente, con colpi di scena a dir poco grotteschi e con una scrittura rapida, efficace. Questo il presupposto, il taglio drammaturgico, che dà al testo una scorrevolezza e una rapidità esecutiva capace di tenere l’attenzione dello spettatore sempre viva, un autentico ring sul quale si affrontano due visioni in netta contrapposizione, la dialettica tra i due protagonisti (Ruth Crisus - Antimo Casertano e Ben Hones - Fabio Cocifoglia) è aspra, autentica, cruda perché spiattellata senza mediazioni sotto gli occhi degli spettatori. La scena, disegnata da Luigi Ferrigno, segna questo aspetto, è essenziale, sospesa in aria, (al 18 piano di un grattacielo) a sottolineare la pericolosità della situazione, i due antagonisti si fronteggiano sapendo di poter scivolare da un momento all’altro nel vuoto sia fisico che mentale. A fare da sfondo a tutto ciò lo scorrere incessante di notizie che da uno screen rimbalzano sempre uguali.

Lunedì 27 gennaio 2020 ore 20.30
Solot Compagnia Stabile di Benevento e I due della città del sole presentano

I FIORI DEL CAMPO
(Adattamento dal libro “Il fotografo di Auschwitz” di Luca Crippa e Maurizio Onnis)
regia Antonio Intorcia

con Antonio Intorcia, Michelangelo Fetto, Assunta Maria Berruti, Carlotta Boccaccino, Luigi Furno
Installazioni video di Michele Salvezza Musiche composte ed eseguite da Antonello Rapuano

Alla fine degli anni ’30, dopo l’invasione tedesca della Polonia, il fotografo austro-polacco, Brasse , rifiuta di arruolarsi nell’esercito di Hitler come tutti gli uomini dell’epoca, perché non vuole tradire la sua Patria.

Un anno dopo viene internato in un campo di concentramento. Dopo essere sopravvissuto per alcuni mesi, un giorno viene convocato nell’Ufficio Politico del campo, dal comandante Walter, il quale, venuto a sapere da alcuni documenti della sua origine ariana e della sua professione di fotografo, decide di aggregarlo al Servizio Identificazione del campo, con il compito di fare fotografie ai prigionieri di ambo i sessi per identificarli e crearne un archivio.

All’inizio con il solo scopo di sopravvivere, in seguito con quello ancor più nobile di “agire”, documenta, a suo rischio e pericolo, sempre più dettagliatamente l’orrore che pervade il campo, fotografa le violenze sui prigionieri, le esecuzioni,gli esperimenti sulle cavie umane del Professor Mengele.

All’ interno del campo, anche l’incontro con Czeslawa , ragazzina quattordicenne, che Brasse salva da una violenza e da morte imminente, convincendo il comandante Walter ad assumerla per le pulizie dello studio. E ancora, l’incontro con Baska, giovane prigioniera politica di Cracovia, impiegata nella sezione femminile del campo, grazie alla quale Brasse ricorda l’emozione del guardare con ammirazione una donna.

L’ammirazione per la bella Baska andrà avanti, portando Brasse a fare di tutto per vederla anche per pochi secondi. Scatterà per lei una foto ad alcuni fiori, cresciuti ai margini del campo, che purtroppo diventerà, per volere del comandante, una cartolina da riprodurre in molte copie e da vendere ai militari del campo come souvenir per i propri cari lontani.

Venerdì 7 febbraio 2020 ore 20.30
Teatro Segreto presenta
IL MOTORE DI ROSELENA

Da un’idea di Gea Martire Drammaturgia di Antonio Pascale con Gea Martire

Storia in forma monologata dell’emancipazione di Roselena, nata e cresciuta dietro al Vesuvio. Il tono è tragicomico, come lei. Roselena è infiammata da una grande passione per le macchine. Una donna! C’è chi si sogna in abito da sposa, chi in tailleur manageriale, lei in tuta da pilota. L’importante nella vita è avere un motore e lei ce l’ha in testa come un chiodo fisso. Fin da piccola. Con molta meraviglia la madre si rende conto che il rumore dei motori delle macchine l’acquieta come nessuna ninna nanna e la mette di buon umore. Crescendo, il suo linguaggio dialettale, spesso sgrammaticato, colorito e poco forbito, diventa adeguato, calzante, perfetto se si ritrova a parlare di motori, carburatori, testate, pistoni, aerodinamicità. Le reazioni di chi la conosce passano dallo stupore alla perplessità allo scherno. Perché le persone intorno a lei sono fossi pieni d’acqua dentro i quali il suo motore si affoga. La bloccano, la mandano in avarìa. Ma Roselena sa aggiustare i motori scassati e truccarli a dovere, e ogni volta mette insieme i pezzi e riparte. Riuscirà ad arrivare alla meta e battere ogni record? O prenderà altre direzioni, condotta da quella macchina che tutti chiamano destino e che procede ignorando i nostri comandi? In ogni caso Roselena avrà vinto perché ha sfidato, combattuto e, di sicuro, non si è annoiata.

Sabato 7 marzo 2020 ore 20.30
Teatro Metastasio di Prato presenta

SCAMPOLI da Robert Mitchum ad Andrea Camilleri
a cura di Massimiliano Civica

Una serata a metà strada tra una crestomanzia di detti memorabili e il “Forse non tutti sanno che…” della Settimana Enigmistica: il regista Massimiliano Civica racconterà aneddoti, pensieri ed episodi della vita di alcuni protagonisti del mondo del teatro e del cinema. Robert Mitchum, Roberto Rossellini, Jerry Lewis, Emanuele Luzzati, Andrea Camilleri. Attraverso le vite di questi e di altri uomini di spettacolo si tenterà di tracciare il ritratto dei nostri artisti ideali, modelli forse irraggiungibili ma proprio per questo “esemplari”.

Venerdì 20 marzo 2020 ore 20.30
METALLI PESANTI
di e con Vittorio Zollo

Metalli Pesanti è uno spettacolo di poesia performativa che unisce Spoken Word e Improvvisazione. Metalli Pesanti cerca una relazione tra il processo di decadimento radioattivo e il processo di degradazione delle zone rurali post caduta del Muro di Berlino. Nello spettacolo convivono il culto mariano e la legge di conservazione dell’energia, il crollo del muro di Berlino e le radiazioni ionizzanti, il metadone e i betabloccanti, la vita di paese e la globalizzazione, il suicidio della Poesia nella parola, il cancro e l’amore.

Venerdì 17 aprile 2020 ore 20.30
Associazione Culturale Progetto Goldstein presenta

TINGELTANGEL
di Susanna Laurenti ed Enrico Torzillo

Cosa accadrebbe se un gruppo di giovani aspiranti attori italiani che sognano il teatro, costretti ad emigrare alla ricerca della fioritura culturale, approdassero in Germania? Questa domanda e la risposta ad essa sono le fonti della storia che fa da base alla volontà di ridare vita a Karl Valentin e al suo teatro. “Tingeltangel” è, infatti, un’opera mai messa in scena da una produzione teatrale, se non nella riproduzione di sporadici sketches.

Al di là di qualsiasi filone narrativo, leggendo Valentin non si può prescindere dalla questione linguistica, centro nevralgico intorno al quale ruota tutta la sua comicità, tutta la sua amarezza, tutto il suo grottesco.

Se si vuole svegliare il magma dormiente di Valentin e se non si può, chiaramente, prescindere dalla questione linguistica, quale ambientazione migliore del meridione esportato all’estero, con i suoi dialetti, con la sua cultura, con le sue intenzioni, con i suoi sogni, con il suo confronto verso una realtà sociale diversa, sognata e forse deludente che trova, inoltre, numerosi spunti nella vastissima tematica dell’emigrazione italiana?

Venerdì 8 maggio 2020 ore 20.30
Itinerarte presenta

CATENA Regia di Sara Sole Notarbartolo

Testo di Giacomo Di Niro Con Ernesto Mahieux e Patrizia Eger

Il legame fra vittima e carnefice è uno dei più pericolosi e affascinanti “ganci” che esistono nei rapporti patologici.

La totale dipendenza della persona rapita ne fa, per il rapitore, un essere in qualche modo da proteggere: il sommo bene, l’essere caro, il tesoro nascosto di cui si possiede la chiave.

Immaginare l’evoluzione di un rapporto del genere non ha limiti né previsioni: si è davanti ad un piccolo nucleo che potrebbe prendere tutte le svolte immaginabili.

Per chi parteggiare? Chi è davvero la vittima? A chi si affezionerà maggiormente il nostro cuore?

In questa storia ogni personaggio racchiude molte possibili versioni di se stesso e scoprirle assieme al pubblico sarà il nostro gioco di disvelamento.
***
Spettacoli per la scuola dell'infanzia
Il Natale di una strega dal 16 al 20 dicembre 2019
Bella sveglia dal 20 al 30 aprile 2020
La spada nella doccia dall'11 al 21 maggio

Spettacoli per la scuola primaria
Il Natale di una strega dal 16 al 20 dicembre 2019
Quattro passi nella storia da dicembre 2019 a maggio 2020
Il furioso Orlando dal 17 al 22 febbraio 2020
Bella sveglia dal 20 al 30 aprile 2020

La spada nella doccia dall'11 al 21 maggio

Spettacoli per la scuola secondaria di primo grado
Quattro passi nella storia da dicembre 2019 a maggio 2020
Il furioso Orlando dal 17 al 22 febbraio 2020
I fiori del campo dal 27 gennaio al 7 febbraio
Diversitas dal 9 al 21 marzo

Spettacoli per la scuola secondaria di secondo grado
I fiori del campo dal 27 gennaio al 7 febbraio
Diversitas dal 9 al 21 marzo.

Solot Compagnia Stabile di Benevento
Mulino Pacifico - Via Appio Claudio
Telefono 0824 47037 338 1457688
www.solot.it