'Civico 22', la ricchezza delle diversità: un'opportunità se resteranno uniti e andranno alle elezioni

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E' stato presentato ieri nel Mulino Pacifico di Benevento il progetto 'Civico 22' che inizialmente si articolerà in un lavoro collettivo dal basso, con laboratori per i quali sono state raccolte, sempre ieri, delle firme d’adesione. La nascita è stata annunciata con la divulgazione di un “Manifesto" (clicca qui per leggerlo), appunto, per un progetto di azione partecipata in vista del bene comune e contro il declino in atto del capoluogo sannita.

I 'padroni di casa' della Compagnia Stabile, Antonio Intorcia e Michelangelo Fetto, hanno accolto i molti intervenuti: semplici cittadini, tanti esponenti delle agenzie della società civile, ma anche qualche manager, politico, docente, sindacalista, sacerdote.

C'è stata pure la proiezione di video: uno iniziale a sostegno alla campagna di autofinanziamento del centro di assistenza ai disabili 'E' più bello insieme', allontanato nei mesi scorsi dal Comune dalla sua storica sede in Via Firenze; un altro di denuncia della vandalizzazione dello stabile delle casa della musica, nella Spina Verde del Rione Libertà, edificio completato ma mai andato in funzione.

Presentati dalla giornalista Gabriella Debora Giorgione, hanno illustrato il progetto i quattro promotori, provenienti da esperienze politiche, sociali, culturali e religiose diverse, ma tutti in grado per il loro percorso di poter fungere da spendibili elementi catalizzatori.

Nell'ordine gli interventi introduttivi sono stati pronunciati da: Ettore Rossi, responsabile di Cives; Pasquale Orlando, dirigente delle Acli; Pasquale Basile, storico esponente dei centri sociali cittadini, da ultimo L@P Asilo 31; Angelo Moretti, responsabile del Consorzio Sale della Terra.

In attesa di riscontrare l’esito dell’iniziativa, si può già anticipare che, data la crisi della politica a livello nazionale e cittadino, possibilità perché l’iniziativa possa avere successo ci sono, il vuoto da poter colmare è enorme. Occorre però il preliminare rispetto di due condizioni: 1) che le diverse provenienze dei promotori riescano a reggere al passare del tempo e al proporsi delle contraddizioni inevitabili da risolvere: se alla fine dei prossimi 15 mesi saranno riusciti a non dividersi, davvero le chance di successo potranno essere concrete; 2) che si abbandoni ogni ipocrisia e si faccia una chiara operazione di verità, dicendo che questa operazione mira a dare una prospettiva alla derelitta Benevento e deve avere uno sbocco alle prossime Comunali della primavera 2021. Se si vuole cambiare e contare si deve poter decidere, altrimenti il confronto e il percorso sarebbero meramente accademici.