I beneventani attoniti per le mancate luci al corso si consolano con l'albero che splende di notte, più o meno...

- Opinioni IlVaglio.it

“Il Corso si riaccende”, ha titolato Il Mattino di Santa Lucia. Cercando evidentemente di interpretare, nella sintesi di un titolo di stampa, il senso di sollievo avvertito dalla comunità beneventana, a sua volta piagata dallo strappo al programma annunciato dalla Camera di Commercio; piegata in due dalla vergogna di riflesso; provata dalla tensione per l’assenza dell’alta tensione tridimensionale promessa e rimasta in canna. Attonita dinanzi alla virulenza di polemiche 'social-mediatiche' e personalizzate da cortile. Una scossa tellurica all’umore cittadino di magnitudo talmente elevata da lasciar intravedere un successivo sciame, magari nelle urne, rispetto al quale la corsa mastelliana ai ripari è parsa immediata - e inversamente proporzionale ad altri sforzi risolutivi, quisquilie politico/amministrative che impallidiscono dinanzi alla gravità del buio fitto calato, improvvido, sul salotto buono della città. Ogni cosa è illuminata.

La boa nel procelloso mare dell’incertezza in avvio è stato, ed è, l’albero di piazza Castello, il faro cui i naviganti del corso Garibaldi indirizzano sguardi e traggono certezze dopo le innumerevoli ‘vasche’ da struscio non più solo domenicale, dato il periodo. Dardo verticale che sprizza gioia di vivere accendendosi d’orgoglio e svettando, limpido, a segnare la strada. E che purtroppo - traumatizzato certo dal nefasto evento che lo ha privato di compagnia - ha inteso calare le palpebre sui suoi mille e più di mille occhi luccicanti. Spegnendosi di notte, roso dal tarlo del dubbio se la bolletta sia stata pagata o meno o se non risulti più conveniente risplendere sì, ma con la luce del giorno.