I Giovani Democratici cittadini a sostegno della legge sullo “Ius Soli”

- Politica Istituzioni - Comunicato stampa

Anche i Giovani Democratici di Benevento sono a sostegno della legge sullo “Ius Soli” e sul diritto di cittadinanza. Ad intervenire, attraverso una nota diffusa alla stampa, è Leonardo Ciarmoli, Consigliere comunale del Comune di Castelpoto che da poco ha attivato un centro SPRAR.

“È bene dire che lo ius soli è di fatto la concessione automatica della cittadinanza a chiunque nasca nel nostro Paese, indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori. E’ da questa dichiarazione del coordinatore provinciale Forza Italia Giovani apparsa qualche giorno fa sui media locali che scaturisce questa mia nota di risposta, che tengo a precisare, non rientra nel campo della mera e sterile diatriba politica in tempi in cui ci si avvicina alle elezioni, bensì serve a fare un po di oggettiva chiarezza sulla legge. Il mio coetaneo con quella affermazione, dimostra o di non conoscere la legge, confondendola magari con lo ius soli vigente negli Stati Uniti d’ America, che prevede, quella sì, la cittadinanza automatica a chi nasce sul proprio territorio, o ancor peggio, di essere in malafede e quindi di voler speculare su un tema molto sentito, e sul quale si fa molta confusione :quello dell’ immigrazione.

La Legge in discussione alle Camere è uno ius soli temperato, ovvero prevede che un bambino nato in Italia diventi automaticamente italiano solo se almeno uno dei due genitori si trova legalmente nel nostro paese da almeno 5 anni ,se i genitori del bambino non provengono dall'Unione europea essi devono avere un reddito non inferiore all'importo annuo dell'assegno sociale; le famiglie, inoltre, devono disporre di un alloggio che risponda ai requisiti di idoneità previsti dalla legge e devono superare un test di conoscenza della lingua italiana. Filtri importanti. Queste condizioni si risolvono in un solo principio: i genitori devono essere parte del tessuto sociale. Detto ciò, mi sembra alquanto lapalissiano che questa legge non incrementa o incentiva l’ immigrazione come si vuol far credere, ma semplicemente è una legge che consente ad un bambino nato in Italia, che cresce in Italia, che studia e si forma in Italia, e che è quindi un italiano di fatto ma paradossalmente senza cittadinanza, se non al compimento del diciottesimo anno di età.”