Farese e Sguera (M5S): Rimodulazione fondi POC: quanto è importante vigilare

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Scrivono i consiglieri comunali del M5S Marianna Farese e Nicola Sguera: "Nei confusi avvenimenti di questi giorni, con il rimescolamento in Giunta, le nomine al San Filippo Neri, il tentativo di riorganizzazione della macchina comunale, con sullo sfondo il rinnovato impegno politico nazionale del Sindaco che contraddice gli impegni presi nel luglio 2016, è passata sotto silenzio una delibera di Giunta del 28 novembre (n. 214) che ha rimodulato (per la terza volta!) gli oramai famigerati fondi POC stanziati originariamente per il Teatro Comunale (erroneamente definito illo tempore Teatro Massimo), poi spalmati su più teatri e su eventi culturali di valorizzazione degli stessi.

Ricostruiamo rapidamente i fatti. Il 23 ottobre, oltre un mese fa, Nicola Sguera, in rappresentanza del M5S di Benevento, è stato ascoltato dalla Commissione Trasparenza della Regione Campania in seguito a richieste di chiarimenti sull’uso dei fondi POC: 510 mila euro modulati con delibera di giunta n. 214 del 7 novembre 2016, destinati alla ristrutturazione dei teatri beneventani, 100 mila dei quali di spese per manifestazioni “culturali”. In quella circostanza Valeria Ciarambino ebbe a dichiarare che i dubbi erano fondati e che «che c’è da un lato una carenza di comunicazione da parte del Comune di Benevento e dall’altra uno scarso controllo da parte della Regione». L’Assessore regionale e il Dirigente competente dichiararono infatti «di non essere a conoscenza dell’ultima modifica alla destinazione dei fondi POC, stabilita mediante una delibera comunale di agosto scorso, e hanno sollecitato il comune di Benevento, rappresentato dall’assessore Pasquariello, all’inoltro di tutta la documentazione». La modifica era stata apportata con con deliberazione n. 157 del 23 agosto 2017, destinando quota parte del contributo regionale a «manifestazioni culturali da realizzarsi nel corrente anno 2017» (€ 210.000,00). Tale somma di € 210.000,00 era stata così ripartita: € 86.000,00 per gli eventi da programmarsi per festività natalizie ed € 124.000,00 per l’evento agostano “A Sud di Nessun Nord”. La scelta veniva giustifica con il sopravvenuto finanziamento MIBACT-MIT di € 1.000.000,00 per il teatro comunale “Vittorio Emanuele”. Proprio in occasione dell’audizione regionale era emerso che l’indicazione della Regione è sempre stata quella di destinare il 70% dei fondi a lavori strutturali e solo il 30% ad attività culturali (connesse). Esattamente il contrario i quanto fatto dall’Amministrazione...

Sempre in quella circostanza l’assessore Pasquariello si era impegnato ad inviare quanto prima tutta la documentazione richiesta (cosa che - abbiamo verificato presso l’ing. Timossi, responsabile del procedimento - non è ancora accaduta malgrado il tempo trascorso). Intanto è emersa una stranezza. Il Comune ha deciso di impegnare 40 mila euro (da stanziare con apposita variazione di bilancio) per le festività natalizie (“InCanto di Natale”, delibera n. 209 del 22 novembre 2017, che ne modifica una del 9 novembre, la n. 192) di cui 15 mila dall’emolumento del Sindaco, accantonato nei mesi scorsi, altri da un obolo assessoriale (€ 5.400), altri ancora da reperire, cercando finanziatori pubblici e privati (per un importo complessivo della manifestazione di 148 mila euro). Perché questo repentino mutamento di indirizzo rispetto alle dichiarazioni che prevedevano l’utilizzo dei residui fondi rimodulati ad agosto proprio per gli eventi natalizi? Che cosa ha spinto l’Amministrazione a tornare sui suoi passi?

Noi riteniamo che sia stato decisivo proprio l’appello alla Regione, che, evidentemente, ha sollecitato l’Amministrazione a rispettare, se non integralmente (avendo già speso una cifra impegnativa) almeno parzialmente le “quote” prescritte (70% e 30%). La delibera del 28 novembre, infatti, prevede che quei soldi (86 mila euro) vengano utilizzati (come è giusto che sia, come è nello spirito del finanziamento) per lavori che riguarderanno il Teatro De Simone. La vicenda testimonia quanto fondamentale sia la vigilanza sugli atti dei decisori politici e come tale funzione, per quanto estremamente impegnativa, possa portare a risultati utili per collettività. Soldi che sarebbero stati utilizzati in maniera quanto meno discutibile per l’effimero serviranno al contrario a riqualificare un piccolo gioiello dell’architettura cittadina. A margine notiamo una seconda anomalia. Il Sindaco ha meritoriamente rinunziato al suo emolumento sin dall’inizio della consiliatura con delibera n. 238 del 30 novembre 2016. In essa leggiamo che i soldi dell’indennità si sarebbero dovuti destinare «ad attività sociali del Comune» e faceva riferimento a soggetti svantaggiati e particolarmente colpiti dalla crisi economica. Nella delibera del 22 novembre, invece, con uno spericolato esercizio di “mirror climbing”, si giustifica la scelta di utilizzare i 15.000 euro per “InCanto di Natale”, dimenticando l’originaria destinazione dell’indennità (attività sociali) e invece parlando di una generica necessità di razionalizzare le spese dell’ente e ribadendo la consueta filastrocca della valorizzazione dello sviluppo culturale, artistico, commerciale et cetera. Proviamo a fare sintesi: la Giunta pensava di spendere il fondi POC per finanziare i propri discutibili “ludi” (natalizi e non).

Stoppata in corso d’opera dall’intervento del M5S beneventano che l’ha chiamata in Regione, è corsa ai ripari (per non vedersi revocati i fondi) e ha rimodulato ancora una volta i fondi, ma vedendosi costretta a trovare soldi per attività già programmate. A questo punto forzando quanto deciso lo scorso anno, si è attinto dal “tesoretto” messo da parte dal Sindaco, che sarà usato, dunque, non per aiutare famiglie in difficoltà o implementare i servizi sociali ma per finanziare in parte una (effimera) manifestazione natalizia".