Affido condiviso, le preoccupazioni della Uil

- Politica Istituzioni - Comunicato stampa

La Uil Avellino/Benevento ha reso noto che in questi giorni, in Parlamento, si sta discutendo il disegno di legge Pillon ”Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità in caso di divorzio o separazione”.

Il testo proposto - si legge nella nota - colpisce trasversalmente più argomenti, dalla generale modifica del diritto di separazione e di affido, a specifici interventi in tema di minori, madri, responsabilità genitoriale. Gli aspetti principali che destano particolare preoccupazione sono i seguenti: 1. l’introduzione della figura del mediatore familiare – uno specialista (a pagamento) la cui consulenza viene resa obbligatoria per almeno tre incontri al fine di trovare un accordo tra i due genitori a pena di “improcedibilità” della separazione, anche consensuale; questo intervento è assolutamente “contra legem”, perché nei casi di violenza domestica (che il ddl non contempla specificamente), l’art. 48 della Convenzione di Instanbul del 2011, ratificata dall’Italia nel 2013, vieta esplicitamente la mediazione; 2. la garanzia della bi-genitorialità perfetta, ovvero una divisione paritetica del tempo passato con i figli. Il concetto di bi-genitorialità così come formulato nella proposta, traducibile nella divisione a metà del tempo e la doppia residenza dei figli, lede fortemente il diritto dei minori alla stabilità, alla continuità, ed alla protezione, soprattutto in presenza di violenze e maltrattamenti; 3. l’obbligatorietà dell’incontro con l’altro genitore, anche in presenza di maltrattamenti, non tiene conto della libera volontà del minore di rifiutarsi, e addirittura sanziona l’altro genitore accusandolo di alienazione parentale, che ad oggi non ha alcun fondamento scientifico, né normativo; 4. il disegno di legge non tiene conto delle differenze economiche e reddituali dei genitori nel mantenimento diretto dei figli, e così come formulato non prevede la punibilità in caso di inadempimento. Inoltre il genitore che rimane nella casa familiare, e che non è proprietario, dovrà versare un affitto all’altro genitore a prescindere dalla capacità economica.

“La società civile tutta è fortemente allarmata – ha dichiarato Fioravante Bosco (Uil Av/Bn) -, e per questo le maggiori associazioni che si occupano di violenza, insieme a CGIL e UIL, stanno organizzando per la metà del prossimo mese una mobilitazione generale in diverse città per far conoscere all’opinione pubblica quanto sta accadendo”.