Anche Potere al Popolo aderisce al corteo contro il Decreto Salvini

- Politica Istituzioni - Comunicato stampa

Scrive Potere al Popolo di Benevento, che aderirà al corte di venerdì 12 ottobre contro il Decreto Salvini: "Sono ormai passati dieci anni dall'inizio della crisi economica del 2008 che continua a pesare soprattutto sulle fasce più deboli della società. Al netto delle roboanti dichiarazioni, nessuno dei governi che si sono succeduti (Berlusconi, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni) ha saputo né voluto trovare risposte concrete ai bisogni delle classi popolari che, anzi, si sono viste sempre più povere, ricattabili e ignorate dalla politica. A niente è servito "stringere la cinghia", tagliare sui servizi sociali, precarizzare il lavoro, a niente se non ad ottenere i livelli di povertà più elevati d'Europa accanto alla maggiore ricchezza privata del continente.

Oggi, anche il nuovo governo guidato da Lega e Cinque Stelle non sembra avere nessuna intenzione di contrastare gli interessi delle banche, delle multinazionali, di chi ha messo i propri profitti prima della vita delle persone. Infatti come intende portare, Salvini, sicurezza nella vita di un popolo massacrato dalla miseria e dalla precarietà? Tutto è ben riassunto nel tremendo decreto su sicurezza e migrazione, approvato pochi giorni fa all'unanimità dal Consiglio dei Ministri: rimpatriare chi emigra dal suo paese alla disperata ricerca di un futuro e di un'esistenza dignitosa, costruire nuovi centri per il rimpatrio senza bando pubblico ma tramite assegnazioni dirette, armare le forze dell'ordine con pistole elettriche, schierandole fuori le scuole e nei quartieri popolari, minacciare lo sgombero dei luoghi occupati.

Ma a questa idea di sicurezza basata sulla paura, l'odio e l'intolleranza, sul controllo della popolazione e l'individuazione del "capro espiatorio” noi vogliamo proporre una nostra idea di sicurezza, fatta di cooperazione, solidarietà, diritti. Sicurezza per gli studenti significa vedersi garantito il diritto allo studio a prescindere dalla condizione sociale (quasi al 30% il tasso di dispersione scolastica calcolato in Campania per gli ultimi 5 anni) e magari esercitarlo in edifici che non ci crollino in testa, senza vivere gli anni dell'adolescenza sotto il controllo di poliziotti e telecamere e gli anni dell'università con l'ansia di non poter pagare le sempre più alte rette di iscrizione. Sicurezza per i lavoratori significa essere sicuri di sopravvivere alla giornata lavorativa (anche quest'anno in Italia si conferma una media di circa 3 morti al giorno sul posto di lavoro) e soprattutto di non rischiare il posto se si pretendono i propri diritti, significa uscire dal ricatto del lavoro precario o a nero, conquistare la possibilità di progettare la propria vita, senza essere costretti ad emigrare! Sicurezza per un migrante o un rifugiato significa essere riconosciuto nei propri pieni diritti di essere umano, quindi aver accesso ai documenti che gli permettano di lavorare senza subire il ricatto del lavoro nero e sottopagato, circolare liberamente, usufruire come gli altri dei (peraltro carenti) servizi sociali, come quello sanitario! Sicurezza per chi abita in un quartiere popolare significa poter usufruire dei servizi sociali essenziali la cui assenza ci costringe alla rassegnazione, all'isolamento e alla perdita di prospettive: come un'assistenza sanitaria pubblica e gratuita che incentivi percorsi di prevenzione e permetta a tutte e a tutti di potersi curare in maniera veloce ed efficace, un trasporto pubblico efficiente, luoghi d'incontro e socialità gratuiti o a prezzi accessibili (centri sportivi, teatri, musei)... Lottiamo contro il governo dell’odio, più diritti e libertà per tutti".