«Nel segno di Bach», con il violoncellista sannita Mottola

- Cultura Spettacolo - Comunicato stampa

«Nel segno di Bach», esecuzione integrale delle sei Suite per violoncello solo di Johann Sebastian Bach (1685-1750), nei luoghi dell’arte di tre città, dove la musica incrocia la storia: Roma, Napoli e Venezia. Interprete di questo interessante itinerario è il giovane violoncellista Emilio Mottola che eseguirà, venerdì 6 dicembre, alle ore 16.30, presso la Sala Dante di Palazzo Poli alla Fontana di Trevi in Roma, due delle sei Suite di Bach: la n. 2 in re minore per violoncello solo, BWV 1008 e la n. 4 in Mi bemolle maggiore per violoncello solo, BWV 1010. «Le sei “Suite” costituiscono un ciclo unitario – scrive nelle note critiche del progetto, lo storico della musica Sandro Cappelletto - e tuttavia non sono concepite per seguire un preciso ordine di successione ed esecuzione, a differenza, ad esempio, del “Clavicembalo ben temperato”. Da qualunque di essa si inizi, subito cominciamo a convivere con quel suono, a fluire con lui». Il secondo appuntamento - ricorda ancora la nota diffusa alla stampa - è previsto nella Cripta della Basilica di Santa Maria della Sanità a Napoli, sabato 21 marzo 2020, ore 18.30, con l’esecuzione della Suite n. 3 in Do maggiore per violoncello solo, BWV 1009 e della Suite n. 5 in do minore per violoncello solo, BWV 1011. Il percorso si chiuderà, poi, a Venezia, presso la Scuola Grande di San Rocco, giovedì 28 maggio 2020, alle ore 18.00, sempre con il violoncellista Emilio Mottola, d'origine sannita, che eseguirà la Suite n. 6 in Re maggiore per violoncello solo, BWV 1012 e la n. 1 in Sol maggiore per violoncello solo, BWV 1007. Il progetto, che ruota tutto intorno a Bach, «artista capace di trascendere la propria epoca, un gigante, paragonabile a Leonardo e a Michelangelo, per la vastità, la potenza, la dolcezza degli orizzonti attraversati, esplorati», si avvale del sostegno dell’Associazione culturale «Malkuth», in partnership con l’Istituto Centrale per la Grafica, con il patrocinio della Commissione Europea per la Musica, del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo e del Consiglio Regionale della Campania. L’esecuzione integrale delle «Suite per violoncello solo» di Bach costituisce sempre un’esperienza di valore eccezionale, sia per l’interprete, alle prese con «il nucleo pulsante di un’arte che smargina il tempo», sia per l’ascoltatore che, abbandonandosi a questa musica, ognuno secondo le proprie competenze, ne scopre la complessità, ma anche la misteriosa immediatezza.

*

EMILIO MOTTOLA, nato a Benevento nel 1993, debutta da solista con la JuniOrchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia all’età di 14 anni. Si diploma in Violoncello con il massimo dei voti e la lode, nel Conservatorio di Musica «Nicola Sala» della sua città, con Gianluca Giganti, sotto la cui guida consegue, con lode, anche il diploma accademico specialistico di II livello. Presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia in Roma ottiene il diploma di Alto Perfezionamento in Musica da Camera con Carlo Fabiano. Attualmente studia composizione con Silvia Colasanti. In ambito compositivo è da annoverare la sua produzione di pagine dedicate al violoncello: «Spagna, uscita lato destro», Preludio-fantasia per violoncello solo, «Shostakovich in the dark» per quartetto d’archi, «Elegia» per violoncello e pianoforte e la partecipazione come finalista al Concorso di composizione al Ravenna Festival (giugno 2016) per la realizzazione di un brano da affidare ai 100Cellos, diretti da Giovanni Sollima. Ha pubblicato, inoltre, un volume con la prima edizione moderna e revisione critica del «Quintetto per quattro violoncelli e contrabbasso sulla “Zelmira” di Rossini composto da Salvatore Pappalardo opera V» per Gesualdo Edizioni, presentato a Roma dal noto musicologo Giovanni Bietti. Sostenuto dai consigli di musicisti del calibro di David Geringas e di Robert Cohen, ha intrapreso ed ha al suo attivo una brillante carriera caratterizzata dall’originalità e varietà del repertorio esplorato. L'intensa attività concertistica lo vede esibirsi su prestigiosi palcoscenici quali la Sala Sinopoli e la Sala Petrassi del Parco della Musica, l’Ara Pacis, l’Auditorium del Gonfalone, la Reale Accademia di Spagna, la Sala Accademica del Pontificio Istituto di Musica Sacra e l’Università La Sapienza (Roma); il Complesso monumentale San Severo al Pendino, il Museo MANN (Napoli); il Palazzo Ducale, il Palazzo Te (Mantova); Villa d’Este (Tivoli); il Real Teatro di Corte e la Cappella Palatina (Caserta); il Teatro Umberto Giordano (Foggia); il Castello Svevo (Trani); il Castello di Gesualdo (Gesualdo), il Teatro Comunale Carlo Gesualdo (Avellino); la Cattedrale San Sabino (Bari); il Complesso monumentale di Santa Sofia, patrimonio dell’UNESCO e il Teatro Romano (Benevento); la Fondazione Meyer (Firenze); la Fondazione Stradivari (Cremona); il Teatro Comunale Mario Del Monaco (Treviso); Ginevra, Siviglia, gli Istituti Italiani di Cultura di Vienna e Dublino, Padagogische Hochschule di Weingarten (Germania). Si esibisce da solista con l’Orchestra Castalia, con l’Orchestra dell’Accademia di Santa Sofia, con i Solisti del Teatro San Carlo di Napoli, con i Solisti dell’Accademia di Santa Cecilia e con l’Orchestra Sinfonica della Città Metropolitana di Bari. Scrive di lui il critico musicale Nicola Sbisà sul quotidiano «La Gazzetta del Mezzogiorno» del 19 novembre 2015: «Il Kol Nidrei di Bruch [...] ha trovato nel giovane violoncellista Emilio Mottola il solista capace di cesellare, con una sonorità corposa ed espressiva, l’intensa spiritualità che anima la struggente pagina». È primo violoncello dell’Orchestra Filarmonica di Benevento, istituzione di cui è fondatore e componente del direttivo. Ha collaborato con direttori e musicisti quali Sir Antonio Pappano, Daniel Oren, Francesco Ivan Ciampa, Francesco Lanzillotta, Valerio Galli, Ezio Bosso, Nicola Piovani, Gabriele Bonolis, Michele Campanella, Alessandro Carbonare, Francesco Bossone, Luca Vignali, Luigi Piovano, Vasko Vassilev, Anna Tifu, Gianluca Giganti, Monica Leone, Vincenzo Maltempo, Fabrizio Falasca, Jessica Pratt. E proprio in occasione del recital del soprano australiano, su Amadeus Online del maggio 2015 si legge: «Nella Sinfonia del Guglielmo Tell, esempio paradigmatico della perizia strumentale rossiniana, il giovanissimo Emilio Mottola, primo violoncello dell'orchestra, mette al servizio del celebre a solo iniziale le sue non comuni doti strumentali e musicali: perfetta intonazione, intensa cavata e legato belcantistico». È stato premiato al Palazzo del Quirinale dal presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano e dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Francesco Profumo per il Concorso indetto dal Miur «I giovani ricordano la Shoah 2012» (che ha portato alla produzione di un cd con musiche composte nei campi di concentramento) con diretta televisiva su Rai3. All’intensa attività concertistica affianca quella didattica: è docente di violoncello nelle Scuole Secondarie di I e II grado. Suona un violoncello Marucci del 2009 e un Carlo Loveri del 1908.