Luna di aprile sulla città quieta: il primato della natura, ordinata e selvaggia

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  • La superluna di aprile vista senza telescopio è pur sempre l'occhio lontano che s'apre dal cielo per abbracciare con il suo sguardo placido la città tranquilla ai suoi piedi. E' una presenza amica e nn inquietante, squarcia il silenzio con una luce persistente anche nel primo mattino, quando a est s'arrossano le colline del Fortore. Segna il primato di una natura che sa essere ordinata (e adesso selvaggia), e con il confinamento odierno è orizzonte al momento irraggiungibile. Guida i passi nel vuoto rimpieto solo da rumori ora non più coperti dal frastuono della quotidianità meccanica, straordinariamente vecchi, improvvisamente familiari.

    “dimmi: ove tende Questo vagar mio breve, Il tuo corso immortale?”