Madonna delle Grazie
La quiete prima della tempesta

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  • Non c'è niente di clamoroso da rivelare. Pertanto, è lecito rispondere 'no' alla domanda: c'è da scoprire qualcosa attraverso queste righe? Inutile aspettarsi sorprese. Comportamenti irreprensibili o strafottenti. Attacchi o difesa di quella o questa parte politica. Notizie mirabolanti. Lo 'scoop'. Piuttosto: lo scopo. E lo scopo è: ecco una modesta (per qualità) galleria iconografica dei luoghi. Siamo in grado tutti di riconoscerli. Li vediamo, magari li critichiamo, magari li apprezziamo nella loro quotidiana normalità, magari li critichiamo ancora.

    Via Grimoaldo Re, ponte Vanvitelli, via Posillipo, via Torre della Catena, corso Dante, corso Garibaldi, piazza Cardinale Pacca, infine viale San Lorenzo. E certo il reticolo di traversine e viuzze che contribuisce a reggere l'ossatura dell'ampia zona cittadina.

    Va guardata così, questa mappa, col filtro di un (ancora) placido sole mattutino. Luminosa ed illuminata naturalmente. Tra la fine del mese di giugno ed i primi giorni di luglio tale aspetto è destinato ad evaporare. Al residente, al cittadino tutto ciò – i vuoti, il silenzio che si intuisce, l'alacre e tollerabile affaccendamento che è in bozze e verrà – per qualche giorno apparirà come un miraggio in pieno deserto urbano (dove per 'urbano' si intende pure 'educato'). Arriva, o per meglio dire: incombe, la festa della Madonna delle Grazie. Il suo carico di afrori ed effluvi. Le bancarelle, le giostre. Le luminarie. Giochi pirici e fuochi artificiali. Masse in movimento per la transumanza che vive della mescola di sacro e profano.

    Con prevedibile preferenza per uno dei due aspetti. Quello peraltro supportato con entusiasmo dall'istituzione: “Palazzo Mosti è al lavoro per programmare le celebrazioni della tradizionale e centenaria festività dedicata alla patrona della città e regina del Sannio”. E giù novità ed una conferenza stampa addirittura che spieghie e presenti (leggi: http://ilvaglio.it/appuntamenti/30000/039madonna-delle-grazie039-la-presentazione-del-programma-civile.html), l'arrivo del privato cui appaltare l'allestimento, la presenza del prezzemolo-GeSeSa...

    Di conseguenza, le aspettative sono d'alto profilo: “La festa – ha spiegato l’assessore Oberdan Picucci (Ntr 24, Ndr) – vuole coniugare la tradizione con l’innovazione e per questo abbiamo immaginato una serie di interventi per migliorare la fruizione di tutte le serate”. Tale alata epigrafe non può che consolare, ovvero favorire un rimpianto preventivo. E perciò: così appaiono i luoghi che ogni anno, nel nome della religiosità pagana, saranno profanati.

    Carpe diem, allora: vanno goduti – prima -, con tutti i loro limiti.