Il Club dei 22: da una vita ogni domenica a tirar calci

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Fa freddo, allo stadio Meomartini, alle 8 del mattino di una domenica di metà ottobre. Il glorioso campo sportivo beneventano del Rione Libertà è ricoperto da una leggera coltre di foschia. La città, a quest’ora, è incredibilmente silenziosa. C’è chi riposa dopo le fatiche settimanali, chi per smaltire il lungo sabato sera. Ma c’è anche chi indossa pantaloncini e scarpette, pronto a cimentarsi in una partita di calcio. Un partita vera, 11 contro 11 ().

Succede da circa 40 anni, quando un gruppo di amici decise di dedicare la domenica mattina al calcio. Fine anni’60: si giocava presso il campo dell’ex Collegio “La Salle”, l’attuale Terminal degli autobus extraurbani. Da allora l’attività non ha conosciuto soste: per il Club dei 22 “Antonio Paone” l’appuntamento è fisso. Tassativo l’orario d’inizio: le 8,15, la partita termina alle 9,45. “Con qualsiasi condizione atmosferica”, ci tengono a sottolineare i protagonisti dell’iniziativa. Così, quando il cronista arriva al Meomartini, circa 10 minuti prima dell’inizio della contesa, tutto è quasi pronto. Una parte del gruppo è in campo per il riscaldamento. Gli altri sono negli spogliatoi, altri ancora arrivano alla spicciolata. Si capisce subito qual è l’atmosfera: si ride, si scherza, cominciano gli “apprezzamenti” verso compagni e avversari. Il clima è goliardico, ma non per questo meno serio. Anzi: la partita ha tutti i crismi dell’ufficialità.

Le due formazioni indossano tenute da gioco distinte: giallorossi da una parte, blu dall’altra. Le squadre, ci è stato poi detto, vengono “mischiate” mensilmente. Non manca l’arbitro, davvero fondamentale in partite come questa: non è facile tenere a bada tutti per il fischietto sannita Nicola Cirocco. Ma lui ci riesce con apparente disinvoltura e quasi mai viene contestato dagli atleti in campo. Che giocano a calcio, non “alla viva il parroco”. Le squadre sono ordinate tatticamente, ognuno cerca di rispettare il proprio ruolo sul terreno di gioco: l’età media dei calciatori si aggira sui 40-45 anni, c’è chi arriva ai 60, ma la condizione fisica di ognuno è invidiabile. D’altronde, in campo c’è anche chi ha giocato davvero, in campionati dilettantistici. Il piatto forte della contesa sono gli scontri verbali: il sale del calcio, specie quando a sfidarsi è un gruppo di amici. La battutaccia o la polemica è sempre dietro l’angolo, accompagnata dagli sbuffi e dal sudore.

“Ingegnè marca quello!”, urla il portiere al suo giocatore, mentre col passare dei minuti alcuni contrasti, complice la stanchezza che affiora, diventano più duri e lasciano il segno. C’è grande equilibrio in campo: il primo tempo finisce 0-0. Pochi minuti di stop, senza rientrare negli spogliatoi e si ricomincia. Nel frattempo, allo stadio è arrivato anche Guido Luciani: è il presidente onorario della società. Presso il suo bar al Viale Mellusi, oltre 40 anni fa, nacque quest’idea.

“Con Ennio Carolla e i fratelli Saverio e Franco Romano, il sabato sera, si parlava delle partite da disputare il giorno dopo. Nacque così il Club dei 22: si giocava da settembre a luglio, senza mai fermarci”. Con loro, tra i soci fondatori Gino, Giuseppe e Cosimo Gramazio. Dal Collegio La Salle si passò al Campo Avellola, quindi al Meomartini e all’Antistadio Santa Colomba, per tornare al ristrutturato Meomartini, messo a disposizione dalla società calcistica Ferrini. Del gruppo storico che scendeva in campo, non è rimasto quasi nessuno. “Problemi fisici mi impediscono di continuare a giocare – ci confida Luciani, seduto sulla panchina all’altezza della linea mediana del campo - . Dopo tanti anni, ancora mi sveglio la domenica mattina pensando di dover prendere il borsone già pronto e andare a giocare…”.

Nei suo occhi si legge lo spirito degli appartenenti al club: quando scoppia l’ennesima polemica in campo, se la ride: “Questo è il bello di ogni partita!”. Luciani, come molti altri componenti del gruppo, ricorda con particolare affetto la figura di Ennio Carolla, scomparso un anno fa. Ha giocato fin quando ha potuto, a più di 70 anni. “Ricordo con affetto, per le attenzioni che aveva nei nostri confronti, anche il custode del campo Gerardo Risaia”, aggiunge.

Intanto, in campo, un altro Luciani, Antonio, realizza il gol del vantaggio per i giallorossi. Poco dopo, è ancora lui a propiziare il raddoppio, procurandosi un calcio di rigore. Il punteggio viene fissato sul 2-0, ma i blu non mollano e negli ultimi minuti tentano l’assalto finale. Riescono anche a dimezzare lo svantaggio, ma non a pareggiare: finisce 2-1. L’agonismo lascia il posto ai “chiarimenti” post partita e agli abbracci per tutti. E’ stata una partita di calcio nel vero senso della parola, com’ è giusto che sia. A volte spigolosa e rude, dove nessuno vuole perdere. Ma al triplice fischio finisce tutto, amici come prima. E anche un po’ di sole comincia a riscaldare la domenica beneventana. “E’ unicamente la passione che ci spinge – afferma Antonio Luciani alla fine del match – altrimenti persone di 65 anni non verrebbero la mattina a giocare, anche in inverno. Finchè ce la faremo, continueremo”.

Organigramma Club dei 22 “Antonio Paone"

Cariche sociali

Presidente onorario: Guido Luciani

Presidente: Luigi Di Ponte

Vice presidente e tesoriere: Gaetano Gramazio

Consiglio Direttivo: Luigi Di Ponte, Gaetano Gramazio, Mario Campanella, Franco Bovio, Andrea Balestrieri, Antonio Luciani e Rosario Salonia

Componenti attuali del gruppo: Mario Aquino, Rino Aversano, Andrea Balestrieri, Enzo Bevilacqua, Luigi Boscaino, Salvatore Botticella, Franco Bovio, Mario Campanella, Federico Cardone, Roberto Cataffo, Antonio De Falco, Bruno De Figlio, Alfredo Della Concordia, Orlando De Maio, Renato Diodato, Luigi Di Ponte, Gaetano Festa, Giovanni Follo, Gaetano Gramazio, Vincenzo Inserra, Antonio Luciani, Massimo Margherini, Gino Meoli, Gerardo Mercurio, Pietro Morabito, Sergio Moscovio, Walter Nazzaro, Serafino Ranaudo, Gerardo Rispoli, Antonio Russo, Rosario Salonia e Giuseppe Sparaneo.

Hanno fatto parte del gruppo: Gerardo Giusti, Giuseppe Di Dio, Giovanni Olivieri, Enzo Arace, Andrea Colucci, Pompeo Izzo, Raffaele Federici, Armando De Nicola, Ugo Chiavelli, Mario Mennitto, Mario Rosiello, Gerardo Martini, Enzo De Falco e Antonio Paone, Nicola Santamaria, Saverio e Franco Romano, prematuramente scomparsi.