Piantagione di marijuana scovata in un terreno, serviva per lo spaccio in città: coltivatore arrestato

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Una filiera venuta alla luce in meno di una settimana di indagini: 8mila le dosi da immettere sul mercato. I militari dell’Arma l’hanno definita un’azienda dello spaccio: dal produttore al consumatore. E’ quanto hanno scoperto nelle aree periferiche di Calvi, in località Cubante, individuando una delle fonti di approvigionamento di marijuana destinata al capoluogo.

Una filiera portata alla luce dall'attività investigativa dei Carabinieri di San Giorgio del Sannio in poco meno di una settimana. Sono stati sequestrati 150 semi, utili per la prossima stagione di semina, 74 piante, di altezza compresa tra i 150 ed i 250 centimetri, alcune già esfoliate, altre in piena fase di coltivazione, oltre 5 chilogrammi di marijuana già pronta per essere consumata, un quantitativo capace di produrre migliaia di dosi e che, con i dovuti tagli, avrebbe avuto un valore di mercato compreso tra i 60 e gli 80mila euro. Arrestato Michele Giangregorio, 42 anni, beneventano.

Tutto è cominciato quando i carabinieri, durante un servizio di controllo del territorio, hanno notato delle piante di cannabis indica in un terreno agricolo e numerosi fusti della stessa pianta già privati delle foglie. E’ così partito un lavoro di osservazione e pedinamento che li ha portati a individuare il coltivatore e i luoghi che questi utilizzava per essiccare e lavorare le foglie di cannabis. Le perquisizioni sono state effettuate questa mattina, quando i militari, in contemporanea, hanno fatto ingresso nell'abitazione e nelle altre proprietà in uso a Giangregorio.

Hanno appurato che l'uomo coltivava la canapa in ingenti quantità nel terrreno isolato e defilato di Calvi; una volta raggiunta la maturità, le piante venivano esfoliate e, proprio come per il tabacco, le foglie, riunite in piccoli mazzi, venivano messe ad essiccare in un apposito locale in lamiera poco distante. Una volta secco, il materiale veniva poi lavorato, sminuzzato e conservato in barattoli di vetro a chiusura ermetica, in attesa di essere confezionato in dosi e piazzato sul mercato dello spaccio al dettaglio.

Si calcola che la marijuana sequestrata avrebbe prodotto almeno 8mila dosi che avrebbero raggiunto il mercato degli stupefacenti del capoluogo e che, per la maggior parte, sarebbero finite nelle mani di giovani ed adolescenti, anche considerata l'attività lavorativa dell'arrestato che gestisce un circolo sportivo nel Rione Libertà. I militari non hanno trovato alcuna traccia di stupefacente all'interno del circolo stesso, ma non escludono che proprio questa attività sia la parte terminale della "filiera", ovvero quella incaricata di smerciare la produzione e, quindi, di entrare in contatto con il consumatore.