S'avvicina la decisione sui rinvii a giudizio per la vicenda Zamparini, e Corona lo ricorda

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Gabriele Corona, presidente dell'associazione ambientalista Altrabenevento, ci ha inviato una lunga nota sulla vicenda giudiziaria per la realizzazione dell'ipermercato in Contrada Pezzapiana di Benevento. Il prossimo 23 novembre il Giudice del Tribunale di Benevento, Flavio Cusani, dovrà decidere se rinviare a giudizio Maurizio Zamparini ed altri 13 indagati ai quali il Pubblico Ministero, Antonio Clemente, al termine di una lunga indagine seguita a un esposto di Altrabenevento, ha contestato, a vario titolo, la truffa, il falso ideologico e la corruzione, nonché l'abuso di ufficio connessi, ad avviso dell'accusa, con la apertura del Centro Commerciale I Sanniti a Pezzapiana. Questa è la notizia.

Veniamo ora alle ricostruzioni di Corona fatte mentre cita lo scritto del PM, ricorda e censura il ruolo assunto da alcuni esponenti e associazioni della sinistra riformista e antagonista e lamenta il silenzio, anche, dei politici sul caso. Formula infine una grave accusa ai colleghi giornalisti: “Il Decreto di fissazione della udienza preliminare è stato notificato il 19 luglio scorso agli indagati, i loro avvocati e alle parti offese, Comune di Benevento, Provincie e Regione Campania, quindi ben noto, ma la stampa locale l’ha completamente ignorato, nonostante la gravità dei fatti contestati e le possibili conseguenze politiche, come purtroppo accade sempre più spesso quando tali indagini... vedono coinvolti amministratori e funzionari pubblici”.

Corona descrive in maniera tecnica le ricostruzioni del PM e le sue ipotesi e fa i nomi degli indagati a diverso titolo per una vicenda giudiziaria che dura da oltre un decennio legata alla la costruzione e all’apertura dell’Ipermercato “benché non vi fossero tutti i presupposti e i requisiti di legge” soprattutto per la mancanza delle aree parcheggio necessarie per la superficie di vendita autorizzata e al “parcheggio in copertura fittizio e giammai realizzabile”.

Si fa cenno alla realizzazione del parco fluviale pari a mq. 21.330 che Zamparini aveva promesso di cedere gratuitamente al Comune di Benevento, di gran lunga superiore a quella effettiva poiché parte della stessa era ed è di proprietà demaniale.

In realtà, sostiene il PM, la promessa di cessione del parco fluviale serviva per giustificare la autorizzazione a costruire nell’area parco un parcheggio di 22.900 metri quadrati a servizio del centro commerciale. Sarebbero stai firmati inoltre, aggiunge Corona, accordi relativi alla cessione al Comune di un’area destinata a parco pur avendo saputo dagli esposti delle associazioni ambientaliste, che in realtà parte di essa era di proprietà demaniale.

Poi c'è l'accusa più conosciuta della vicenda dato che coinvolge Clemente Mastella e Sandra Lonardo: secondo la Procura della Repubblica, riferisce Corona, avrebbero compiuto o fatti compiere, atti contrari ai propri doveri di ufficio per l’apertura del centro commerciale nonostante non ve ne fossero le condizioni ricevevano da Zamparini la somma di 50.000 euro per la Onlus Iside Nova a loro riconducibile.

Tutti gli indagati hanno sempre contestato, e con forza, le ipotesi accusatorie avanzate ai loro dannidalla Procura di Benevento. La considerano insussistenti; in particolare, i Mastella hanno negato che quel contributo fosse un oggetto di corruzione ma una libera donazione, sponsorizzane alla manifestazione. Come fatto da altri nelle precedenti rassegne di spettacolo di Iside Nova.

L'altra ipotesi di reato fatta da Antonio Clemente, riferisce ancora Corona, è data dall'istigazione alla corruzione contestata a Erbert Rosenwirth, “braccio destro e uomo di fiducia di Zamparini” che per ottenere l’apertura dell’Ipermercato avrebbe offert "posti di lavoro all’ingegnere Salvatore Zotti, componente della Commissione Beni Ambientali del Comune di Benevento e oggi dirigente del Settore Urbanistica e denaro per 20.000 euro all’avvocato Lepore Cosimo, assessore al patrimonio sempre del Comune, offerte che in entrambi i casi venivano respinte”.

Come detto poi Corona ricostruisce un complesso quadro di rapporti politici tra i dirigenti, passati e presenti, di Rifondazione, Comunista e SEL che coinvolsero anche alcuni assessori d'area, della prima Giunta Pepe, dopo varie rotture interne e ricomposizioni. Chiama in causa polemicamente i dirigenti attuali di SEL e Rifondazione per costringerli a venire alo scoperto, esprimendosi sulla questione. Ma Corona le canta pure al PD ea Lealtà per Benevento, che si troverebbero in difficoltà perché il Comune, come dichiarata parte offesa, si dovrebbe costituire parte civile e quindi intervenire nel processo contro i propri esponenti.

Gli indagati sono Maurizio Zamparini promotore del Centro Commerciale, Rosa De Santis progettista della struttura, Paolo D’Arco richiedente la concessione edilizia, Giuseppe Iadicicco progettista del parcheggio nell’area del parco fluviale, Aldo Damiano ex assessore comunale, Luigi Giuliano ex dirigente del settore legale del Comune, Francesco Cassano e Mario De Lorenzo ex dirigenti del settore Urbanistica, il segretario generale del Comune, Antonio Orlacchio, il collaudatore della struttura Vincenzo Zagarese, Giovanni Mirabella, geometra del Comune, Clemente e Sandra Mastella.