Al 'Club dei suicidi', per non morire di noia...

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Chi pescherà l’Asso di Picche sarà la vittima, chi l’Asso di Fiori colui che l'ucciderà. Così scriveva Stevenson, in un racconto, del “Club dei suicidi”, un'associazione che si occupava di allietare la vita degli aspiranti alla morte, prima di farli fuori... Durante gli incontri, il presidente distribuiva appunto delle carte francesi, per la macabra partita.

Prendendo spunto dall'idea del creatore del Dottor Jekill e di Mister Hyde, la libreria Luidig di Benevento, punto vendita Einaudi, ha dato avvio, il 26 gennaio scorso, a un salotto letterario, chiamato appunto “Il Club dei suicidi”, che si riunisce, di solito, ogni 15 giorni.

Protagonisti i grandi autori, poeti e romanzieri che appassionati e curiosi possono scoprire o riscoprire, attraverso la lettura delle loro opere.

Ricorda Yuri Di Gioia, presidente della Associazione Luidig, che la lettura è accompagnata da musica, contributi video, saggi critici e di grandi interpreti degli autori classici, con la predilezione per Carmelo Bene.

Varcata la soglia della libreria, al primo piano dello storico Palazzo Collenea di Corso Garibaldi, lo sguardo cade, quasi subito, su una frase contenuta in una locandina del volume sul discorso di Mario Vargas Llosa, pronunciato in occasione del conferimento del Nobel per la letteratura:

“Leggere è protestare contro le ingiustizie della vita, così come scrivere. Chi cerca nella finzione ciò che non ha, dice, senza la necessità di dirlo, che la vita così com’è non è sufficiente a soddisfare la nostra sete di assoluto. E che dovrebbe essere migliore”.

La frase spiega proprio la volontà di Di Gioia e della titolare della libreria Elisabetta Landi di istituire un salotto letterario: vivere gli incontri, lo scambio di opinioni e la lettura di grandi autori come un’esperienza catartica, sposando la teoria di Yamamoto Tutsenomo.

Sì, l'autore dell’Hagakure, il codice samurai, secondo il quale, in periodi di crisi, anziché sprecare energie fisiche, intellettuali e inutili fiumi di parole, bisogna chiudersi in casa, immergersi in se stessi e meditare, aiutandosi con la lettura di poesie. Una volta fatta chiarezza e portata la pace dentro di sé, si può passare ad affrontare la crisi esteriore.

Gli incontri “dei suicidi” sono aperti a tutti, senza limiti anagrafici... La selezione dei partecipanti avviene in maniera naturale: Bukowski ha visto una maggiore affluenza di giovani sotto i 25 anni, mentre autori più impegnativi, come Kafka, hanno attirato le persone più adulte.

L’età media dei partecipanti è di 30/35 anni e due sono perlopiù i tipi di frequentatori del Club: gli appassionati che vogliono scambiare e condividere opinioni e i semplici curiosi.

Gli autori sono scelti di volta in volta e per i suscitatori di maggiore entusiasmo sono stati organizzati anche più incontri.

Daniele Viola, uno dei più assidui frequentatori del club, la ritiene una buona occasione per impegnare il tempo, vista la scarsa offerta di luoghi di condivisione a Benevento, augurandosi un'affluenza ancora maggiore alle attività del Club dei Suicidi.

Galeotto fu il libro, anzi il “gioco”, dunque, lo stesso del racconto del celebre scrittore scozzese, preso in prestito da Yuri Di Gioia e dai suoi amici, in una delle tante sere in cui si erano riuniti in libreria: colui che avesse pescato l’Asso di Fiori avrebbe imposto la lettura di un libro a scelta, a chi avesse pescato l’Asso di Picche.

Il primo incontro a gennaio fu su Dostoevsky, poi è stata la volta di Wilde, Shakespeare, Kafka, Baudelaire, Saramago, Poe, Bukowski, Bulgakov, Garcìa Llorca.

Dopo una pausa di quattro mesi, è ripartito, lo scorso 19 ottobre, ancora con Dostoevskij. Prossimo appuntamento con Stendhal. Il Club si riunirà anche l’anno venturo: il proposito degli organizzatori è quello di terminare gli incontri con Joyce, affrontando, magari, la difficile lettura dell’Ulisse.
Brunella Perrotta