Casa, dolce casa, alea compresa

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"E' come una scommessa, può morire tanto domani, tanto tra 10, 20 anni. Al massimo possono essere 30. Ma noi ci informiamo prima, sa, che crede? E non solo ha il diabete, la pressione alta e pure un po' di bronchite, ma soprattutto ha un figlio disoccupato, di quelli veri, certificati. Insomma, un figlio che non vuole fare niente. Prima o poi, no, dovrà uscire da questa casa?", ammicca indelicato l'agente immobiliare mentre sfodera lo sguardo ascetico dell’aruspice in cravatta.

"Ma quanti anni ha...ehm...la signora?", azzardo da cliente imbarazzato. "La signora? La vecchia, vuole dire. La vecchina, mi correggo, ha 67 anni. Sei-sette", scandisce come stesse dettando il prefisso per l'aldilà. "Ha fatto un lavoro pesantissimo, ma duro per davvero: ha cominciato a 20 anni ed è appena andata in pensione. Ma quale pensione? Quattro spicci. Si deve aiutare, poverina, e vende Nuda Proprietà. Un affare".

Un affare? Posto che ogni giorno ci dicono che la vita media si è allungata - 70, 80 anni - e che addirittura qualche vecchio stregone prevede di farci saltare tutti a piè pari l’asticella dei 100 - e sarebbe già abbastanza farne meno, ma meglio -, l’Italia di oggi rispecchia davvero il più semplice dei teoremi: non è un paese per vecchi, non è un paese per giovani. Non riesco neanche a concludere questo acuto pensiero tra me e me, che la vecchina, in bilico tra l’ansia del venditore e il mio sguardo stranito, sintetizza: “Ma poi, se la cosa vi va bene, ci possiamo pure stringere, voi, io e pure mio figlio”.

Cosimo Colasanto