Mal Comune ma senza alcun gaudio

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Parte “Il Vaglio”. Viva “Il vaglio”. Per noi che facciamo parte del Club degli amici del “Vaglio” è un privilegio di poter intervenire nel primo numero del giornale. E questa occasione, mi ha fatto ritornare indietro con la memoria, a tanti anni fa, quando entravo per la prima volta, come consigliere di opposizione, nel Consiglio Comunale di San Nicola Manfredi, nel mio paese. Nel paese in cui ero nato, che amavo e che amo ancora, in cui non vivo più, ma che rimane sempre nel mio cuore. Potevo finalmente dare il mio contributo per cambiarlo in meglio, per farlo “crescere”.

Un progetto di paese da (ri)costruire. E ancora di più quando, nel 1995, ne diventavo sindaco. Finalmente avevo la possibilità di realizzare quelle cose per cui avevo sempre lottato. Ero diventato sindaco, potevo mettere in atto quello che gridavo dai banchi dell’opposizione.

Un Comune al servizio dei cittadini, per risolvere i problemi, per garantire a tutti pari opportunità. Far funzionare la macchina comunale, gestire la cosa pubblica con onestà, competenza, farla diventare efficiente, efficace, nel rispetto delle leggi.

Quattro anni di grande lavoro: terremoto: una graduatoria approvata dal Consiglio e pubblicata in tutti luoghi pubblici per sottoporla al vaglio dei cittadini e per poter far ripartire la ricostruzione del paese e sbloccare i fondi disponibili; tributi: “far pagare tutti per poter pagare meno”, si partì da questo motto e si riuscì a raddoppiare le entrate senza nessuna sanzione, solo con una semplice autodichiarazione; - assetto del territorio : adozione del nuovo Piano Regolatore Generale, per dare un “volto” alle varie realtà che compongono il Comune, dopo anni di grandi fenomeni speculativi, soprattutto nelle zone agricole; - debiti: pagamento degli espropri fatti nei decenni precedenti e mai pagati (circa due miliardi di lire).

Avevamo mantenuto gli impegni presi e lasciavamo i conti a posto. Allora come oggi consideravo la politica un’occasione per “servire” la propria comunità. Politica come servizio; politica come “Scienza della città”, “strumento di crescita civile, sociale, economica, culturale di una comunità”, per dirla con le parole di un grande sindaco: Giulio Carlo Argan.

Credevo di esserci riuscito. Grande, invece, fu la delusione quando arrivò la sconfitta, inaspettata, che mi indusse, qualche anno dopo, a lasciare la politica attiva. Non era quello allora il senso della politica? Tanta delusione, ma l’amore per il mio paese, quello no, rimaneva.

Oggi che quel Comune si trova sull’orlo dell’abisso, va verso il “fallimento”, verso il “default”, come oggi si dice per gli Stati in grosse difficoltà, sono preso da un senso di angoscia, di impotenza e nello stesso tempo da rabbia e voglia di ricominciare.

Oggi il Comune di San Nicola Manfredi non riesce neppure a garantire lo stipendio, da ben quattro mesi, ai dipendenti, che si sono venuti a trovare in una situazione di grande difficoltà, senza che si riesca ad intravedere una soluzione nel breve/medio periodo.

Come si è giunti a questa situazione? E’ solo colpa del Governo che ha stretto i cordoni della borsa, o è anche colpa di quegli amministratori che hanno continuato a spendere oltre le proprie possibilità, accumulando negli anni milioni di euro (circa cinque o sei) di debiti?

E’ solo colpa del Governo che ha eliminato l’ICI sulla prima casa o anche di chi ha rilasciato decine di concessioni edilizie senza far pagare gli oneri di urbanizzazione, consentendo nello stesso tempo lo scempio del territorio?

Cosa si può fare, ora, per risolvere i problemi che abbiamo di fronte? Dobbiamo di nuovo (ri)progettare il futuro del nostro paese, per poterlo ricostruire, rifondare. Ritornare ad una visione della politica con quello spirito di servizio di cui parlavo prima.

Questo vale non solo per San Nicola, ma più in generale per tutti i paesi che si trovano nella stessa situazione. E per chiunque faccia (o voglia fare) politica. E penso che in questo percorso “Il Vaglio” potrà dare un contributo fondamentale.
Serafino De Bellis