Il dire e il fare del Comitato per l’ordine pubblico a Benevento quando si tratta della movida

- Cronaca IlVaglio.it

Una petizione popolare, ci vorrebbe: per evitare il fastidio dell'ascolto non selettivo di argomenti e toni a chi partecipa – quando si parla di 'movida' – al Comitato per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica ospitato come di consueto in Prefettura. Come ben sappiamo, l'allentamento del rigore nella fase d'uscita dalla chiusura per morbo a Benevento è stato oggetto di discussioni a più voci (istituzioni, residenti, stampa, politica) quando collegatosi al fenomeno della cosiddetta 'movida' in centro storico. Di fine settimana in fine settimana, un crescendo di partecipazioni (giovanili), disagi (residenziali), anarchia (nelle prescrizioni comunque da osservare). Di pari passo con l'escalation il tono – in particolare delle istituzioni: l'amministrazione cittadina e le forze dell'ordine - si è fatto più morbido: dall'invito pressante a non lasciare le quattro mura di famiglia quando il lockdown era nel suo pieno svolgimento (forti con i deboli, dunque), all'appello al senso di responsabilità una volta allargate le maglie dei divieti (deboli con i forti, dunque).

Non c'è da stupirsi, è un tratto distintivo del costume italiano, figuriamoci beneventano. Quest'ultimo, comunque, ne è addirittura uscito rinforzato – in quest'aspetto ovviamente negativo – dall'ultimo Comitato in Prefettura (leggi sul Vaglio: http://ilvaglio.it/article/11410/novita-per-la-movida-dalla-riunione-in-prefettura-intensificare-i-controlli.html). Come un disco rotto, l'inceppamento sempre sullo stesso solco produce la 'novità' di “intensificare la presenza delle forze dell’ordine in particolar modo nelle piazzette e nei vicoli della movida” - cioè di prescrivere il comportamento che normalmente si sarebbe dovuto osservare – in uno alla necessità “di assicurare la tutela delle libertà individuali e dei diritti dei cittadini e delle imprese” - cioè la 'sintesi' mai trovata finora, con una sola categoria, delle tre appena ricordate, perdente in maniera ossessiva: i residenti).

L'inutilità pratica di siffatte riunioni, dove si ripete il medesimo rito non officiato poi, ne mette in discussione anche i presupposti teorici alla base delle loro convocazioni: di qui la necessità di un'iniziativa di popolo perché, per amore del vero, si provveda a connettere quel senso di potenza provato attorno al tavolo alla palese impotenza dimostrata sul campo.