Benevento è rimasta senz'acqua e può rimanerci ancora se non sarà noto il suo sottosuolo

- Cronaca IlVaglio.it

Il servizio telefonico-sentinella questa volta ha smesso le caratteristiche dell’inconcludenza e vestito i panni dell'utilità pubblica: la telefonata pre-registrata (del tardo pomerigio di lunedì 22 giugno...) avvertiva, a cura di Gesesa, del grave guasto occorso, in mattinata, durante i lavori della posa della fibra ottica, che ha privato gran parte di Benevento dell'erogazione idrica per molte ore (clicca e leggi l'articolo sul Vaglio.it).

Oddio, l'avvertimento si è rivelato di interesse per chi non fosse a conoscenza della circostanza (la parte della città che l'acqua continuava a vederla scorrere, fortunatamente) e decisamente meno per chi ha visto dapprima lacrimare e poi asciugarsi il rubinetto, ma dalla vita non si può ottenere tutto.

Qualche elemento di chiarezza, però, sì: che certezze offre il sottosuolo cittadino? Vero che la “Benevento sotterranea” potrebbe non rivelare il fascino catacombale di Napoli, o Roma, o Parigi chissà, ma la sua conoscenza avrebbe il pregio di evitare appunto qualche fastidio. Perché quando si sciolgono due campane dal suono così diverso non si sciolgono affatto i dubbi. Gesesa in merito al disservizio ha scritto, infatti, che è stata la ditta Open Fiber ad aver “provocato un guasto sulla nostra condotta principale” e quindi ha declinato ogni responsabilità evidenziando come i “disagi arrecati alle utenze” non fossero “da attribuire “alla nostra attività di gestione”.

Dal canto suo Open Fiber, che pure si è scusata con i cittadini colpiti dall'improvviso accidente, ha sottolineato come “né dal georadar né dalle cartografie a disposizione dell’impresa fosse stata rilevata o segnalata la condotta idrica poi lesionata dal martellone utilizzato per le attività di scavo finalizzate all’installazione di un pozzetto. Il sottoservizio era infatti collocato a una profondità di circa 45 centimetri, quando invece la posa di questa tipologia di reti avviene ad almeno 1 metro di profondità”, tutto sommato formulando un'accusa ad altri.

Fra le due sponde, ma finiti a secco, si trovano gli utenti beneventani. Sprovvisti della garanzia che quanto accaduto non possa ripetersi se della parte nascosta della città, la “terra di sotto”, non si conosce il reticolo di condotte che ne alimenta funzioni vitali.