Un po' di tristezza per la promozione non ancora ottenuta dal Benevento, ma è solo un appuntamento rimandato

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E' parso addirittura come un triste, solitario y final il post-partita del Benevento a Empoli, piuttosto che la prima occasione mancata per chiudere i conti con il campionato di serie B. A las once de la noche la città è stata avvolta da una esplosione di silenzio, che il non-tifoso, del tutto ignaro, avrà con soddisfazione attribuito allo scoppio di una ritrovata responsabilità collettiva nell'osservare prudenza anche nei momenti di gioia: né assembramenti, né affollamenti, per una Ordinanza sindacale finalmente rispettata in tutto e per tutto.

E' vero, però: il pareggio a reti bianche in Toscana ha avuto un retrogusto un po' amaro, dovuto soprattutto alle riprese televisive sui volti della squadra giallorossa, dai lineamenti non distesi e non certo (o non solo) per la fatica appena conclusa.

E' probabile abbiano, i protagonisti sul campo e dietro la scrivania, ingiustificatamente avvertito – dapprima su se stessi - l'aver disatteso una promessa, anche implicita, fatta all'ambiente che, con consapevole orgoglio, ne sta seguendo le gesta.

La gara a Empoli, insomma, non è un colpo di spugna su quel che finora è stato fatto in campionato solo perché ha generato un impatto emotivo non gradito: lo sport, pure il calcio, nelle sue pieghe ha risvolti che non possono essere pianificati a tavolino. Per fortuna.

Ci sono tanti elementi, in prima fila gli avversari, che ne minano – talora o spesso – la considerazione di scienza esatta.
Ci sono primati delle statistiche che sono fatti per essere superati, ma anche no.
Ci sono destini agonistici di altri che non evolvono secondo i propri desideri.
Ci sono, dunque, anche appuntamenti soltanto differiti…

L'alito di vento che il mattino dopo Empoli agita con leggerezza le bandiere giallorosse non favorisce lo scatto-icona del loro dispiegarsi in una mesta solitudine, ma riafferma il valore intatto della promessa.