Festa giallorossa - Mastella e l’ordinanza sui divieti che però non proibisce: il dono dell’obliquità

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Ben oltre il valore scaramantico che si può leggere tra le righe, o meglio si può proprio leggere e basta, l'Ordinanza prot. 61646 del 26 giugno del sindaco di Benevento Clemente Mastella si caratterizza per una 'banale' dimenticanza.. Che è meno banale di quanto si creda, se inquadrata nell'ottica centrista del primo cittadino, quella del 'bilanciamento' di esigenze opposte (e per loro natura del tutto inconciliabili): tenere alta la guardia in chiave coronavirus, e conseguenti misure previste per evitare problemi dei quali pentirsi, dopo; non scontentare i tifosi-elettori del Benevento con prescrizioni inderogabili tali da soffocare lo 'spontaneo intento di festeggiare la promozione della squadra di calcio' - che poi tanto spontaneo e imprevedibile non andava considerato, vista una città pavesata a festa, sfilate programmate, 'media' in allerta vigile.

E così fra una serie di divieti viene meno, nell'apposito capoverso dell'Ordinanza, proprio la parolina magica 'divieto': niente fuochi d'artificio (proibiti), niente lordature di strade e marciapiedi (proibite), ma manica slabbrata sugli 'assembramenti' e sugli 'affollamenti' in luogo pubblico. Nessuna proibizioni esplicita, bensì una formulazione letterale davvero sorprendente per come è in grado di rendere anonima la presenza dell'istituzione: i citati assembramenti ed affollamenti “anche se non organizzati” e dunque spontanei (!) “sono comunque assoggettati alle vigenti misure di distanziamento”, e se proprio la distanza non la si può mantenere, ecco l'obbligo della mascherina.

Ponzio Pilato non avrebbe saputo escogitare soluzione migliore: se proprio non li voglio proibire per non inimicarmi alcuno, come evidentemente avrei dovuto fare se davvero intendevo fossero rispettate le misure di prevenzione/contenimento, li tollero perché non posso prevederne la 'spontaneità' (!) purché si rispetti dapprima il distanziamento – lo sappiamo: negli affollamenti e assembramenti è davvero cosa fin troppo facile... – e, nella malaugurata ipotesi ciò non possa accadere (si sa, la folla: uno spinge, l'altro ti viene addosso, quello ti prende sotto il braccio per fare un coretto, eccetera), si indossino i dispositivi di protezione. Insomma, pur di non vietarlo, pare si autorizzi in modo obliquo un ballo in machera.