Mastella non crede nella scaramanzia e firma un'ordinanza uguale a quella che ha preceduto Empoli-Benevento...

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Uno spettro s'aggira in contrada Santa Colomba, a Benevento. E la sua ombra s'avanza dalle bacheche dell'albo pretorio di palazzo Mosti. Dove, in due giorni consecutivi, venerdì 26 giugno (leggi sul Vaglio.it) e sabato 27 giugno (leggi sul Vaglio.it), sono comparse due Ordinanze a firma del sindaco Clemente Mastella del tutto connesse all'evento/avvento sportivo dell'anno in città, la cavalcata vincente dei giallorossi verso la massima categoria del calcio. Entrambe intese a regolamentare il giubilo post/promozione.

Due Ordinanze-fotocopia seppur contrassegnate da protocolli diversi, ovviamente. Testi identici, prescrizioni identiche e conseguenti limiti (non emendati) pure identici (leggi sul Vaglio.it).
E, purtroppo, la prima (n. 61646), venuta nell'immediata vigilia di Empoli-Benevento costituisce già un precedente, e non solo cronologico, rispetto alla seconda (n. 61697) che viene alla vigilia di Benevento-Juve Stabia. Scriveva Mastella: “...il Benevento calcio risulterà quasi certamente promosso nella massima serie”, e ancora, qualche rigo più in basso, “è fatto divieto nelle giornate su indicate (era il 26 giugno, Ndr) e comunque in occasione delle manifestazioni di giubilo per il prestigioso traguardo conseguito dal Benevento calcio di accendere fuochi di artificio e altri artifizi pirotecnici di qualsiasi specie”.
L'aggettivo e participio passato successivo rafforza la locuzione precedente che (Treccani) “si utilizza quando si valuta che un evento, dipendente da più variabili, si verificherà per tutte le possibili determinazioni di tali variabili, salvo per un numero di casi di misura nulla, ma tuttavia non impossibili” (...)

Insomma, sappiamo a Empoli come è andata a finire, certo per puro accidente calcistico, però ritrovare (l'Ordinanza è in fotocopia, si diceva) le stesse parole produce un qual certo effetto scaramantico, e non si vorrà certo ora far passare il primo cittadino per uno che porti iella: quindi, che ognuno, a difesa anche dell'onorabilità predittiva di Mastella, attui dovuti scongiuri assecondando la naturale inclinazione alla scaramanzia.
Perché – e converrà, in conclusione, citare sul tema la summa del pensiero del grande filosofo Eduardo, di origini napoletane ma patrimonio dell'umanità - “essere superstiziosi è da ignorante, ma non esserlo porta male”.