Severi i critici di Aversano per i suoi cambi di casacca, ma tutti all'opposizione della propria scelta iniziale

- Opinioni IlVaglio.it
Marcellino Aversano
Marcellino Aversano

Fuoco di fila sul consigliere comunale. A Palazzo Mosti, evidentemente, non s'è ancora spenta l'eco per il ritorno di Marcellino Aversano, di cui ultimi dispacci ricordavano la presenza in Patto Civico, nella maggioranza mastelliana (leggi sul Vaglio.it). Aversano ha cercato di dare un senso al passo del gambero (leggi sul Vaglio.it), a quanto pare non colto appieno dai suoi ex compagni di strada. Con una nota diffusa alla stampa, infatti (leggi sul Vaglio.it), i moschettieri 'superstiti' del Patto (ora proprio tre: Luca Paglia, Luigi Scarinzi, Vincenzo Sguera) non sono stati teneri con l'ex collega, mettendo assieme, sì, la libertà dovuta all'assenza di vincolo di mandato, ma anche “il rispetto per le persone e per i cittadini - ancor di più per i Colleghi con i quali si sono condivise scelte, programmi e progetti -”, ritenendo quest'ultimo come è ovvio prevalente.

Sarà stato un caso, ma su Gazzetta di Benevento sono comparse dichiarazioni anche poco inclini alla carezza, sempre aventi a oggetto il comportamento di Aversano, originate da un contraddittorio in Commissione consiliare Opere pubbliche e a cura, stavolta, della consigliera del Gruppo Misto Pina Pedà: “Con le persone colte e per bene non stai facendo una bella figura passando da una parte all'altra (minoranza da eletto, poi in maggioranza, poi ancora in minoranza ed ora nuovamente in maggioranza...), ha ammonito Pedà.
Ho l'impressione che i consiglieri tengono solo alle proprie situazioni personali e non ad altro”, questo il succo al netto del congiuntivo.

Marcellino Aversano, nel tempo (e si parla di ben tre legislasture...) si è rivelato una sorta di paradosso della rappresentanza per la non indimenticabile azione politica condotta – ma la forza della democrazia elettiva è anche nelle sue debolezze - e ora, queste (tardive ma giuste) critiche appuntatesi su di lui, come si evince dalle parole dei protagonisti appena citate, vertono in sostanza sulla ripetuta oscillazione nel valutare il bene pubblico. Che come è ovvio – gli ricordano ex compagni e avversari - risente dell'appartenenza all'una o all'altra fazione/visione della politica (e quindi è soggettiva...): pencolare da un partito o da un gruppo all'altro, insomma, farebbe perdere di vista quest'obiettivo e – allargando il discorso prendendo a prestito le espressioni della nota stampa degli ex colleghi di gruppo - svuoterebbe il consiglio comunale di fatto “da ogni forma di controllo e di potere per arginare scelte sconsiderate assunte dai soliti noti” (l'attuale maggioranza, Ndr).
Restare, oscillare, restare, oscillare, forse decidersi...
*
Giova ricordare, per chiudere, che Pina Pedà è stata eletta al consiglio comunale di Benevento con la lista “Noi Sanniti con Mastella”; Luca Paglia con la lista “Mastella sindaco”; Luigi Scarinzi con il Partito Democratico (centrosinistra); Vincenzo Sguera con la lista Benevento Popolare (centrosinistra). Ora sono tutti all'opposizione della propria scelta iniziale.