Il nuovo Comitato di Quartiere Centro Storico 'con le buone' non sta ottenendo risultati

- Cronaca IlVaglio.it
Foto di repertorio
Foto di repertorio

S’apprende, da qualche interessante resoconto di stampa locale (Il Mattino, 13 luglio), della inconsueta novità di una ‘movida’ cittadina che continua in vario modo ad arrecare disturbo alla quiete dei residenti e ben poco decoro all’area Unesco. A quella fetta di centro storico, cioè, che insiste su di un patrimonio che evidentemente trova in questo modo d’essere e fare la sua naturale vocazione. E il moto di sorpresa non si spegne, proseguendo nella lettura, allorquando emerge un’altra singolarità costante: quella di “vigilanti e vigilati” che non entrano “mai in contatto”, circostanza che – è ovvio – favorisce il titolo-standard del “Flop nei controlli” e, con ogni probabilità, può rivelarsi – sempre sorprendendo – il motore di una convocazione ulteriore del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.

La ruota degli eventi continua dunque a girare su una via senza asperità e lastricata delle solite buone intenzioni. In sostanza, il recente cambio della guardia ai vertici del Comitato di Quartiere ha visto infrangere il suo approccio al problema - per metà professionale, per metà dialogante – dinanzi alla realtà dei fatti. Fatti che sono sempre gli stessi, perché lasciati all’arbitrio dei consumatori e degli esercenti, mossi da sponde ed interessi opposti e alfine convergenti: risalire la china dopo l‘apnea ludica ed economica della precedente chiusura, recuperando il tempo perduto per tornare a vivere l’oggi notturno come se non ci fosse un domani.

Riassumendo: il tema, fuori anche dal perimetro di una inesistente politica di valorizzazione storico-culturale della zona, interessa pochi. E cioè i residenti. E quei pochi, peraltro, non riescono neppure a godere del fazzoletto d’ore di sonno concesso nel fine settimana… dal momento che sin dalle 6 del mattino i mezzi dell’Asia, non certo silenziati, sono in loco per spazzare via detriti. E la capacità di questi pochi di farsi ascoltare concretamente finora si è rivelata un esercizio di stile, con richieste avanzate a interlocutori istituzionali sempre blanditi, quasi ossequiati. Un passo nuovo, magari, potrebbe essere quello di considerarli la parte avversa di una controversia.