Caso Conservatorio Città Spettacolo: dura nota di Di Dio

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La sede del Conservatorio musicale di Benevento
La sede del Conservatorio musicale di Benevento

La querelle tra l’ente comunale ed il Conservatorio per la partecipazione dello stesso a Benevento Città Spettacolo lascia davvero esterrefatti. L’ultima replica del presidente Verga, al quale esprimo la mia più totale solidarietà, alimenta ulteriori dubbi sulle scelte operate dal direttore artistico della rassegna. La mancata interlocuzione, prassi oramai consolidata di questa amministrazione, in tal caso con i rappresentanti istituzionali del Conservatorio, evidenzia sempre più la scelta di perseguire condotte unilaterali e poco o per nulla concertative. Non sappiamo neppure chi e in che modo abbia comunicato ai 60 musicisti beneventani l’annullamento della serata inaugurale che, tra l’altro, non avrebbe pesato sul budget della rassegna. Così come non è dato sapere con chi siano state poi concordate le date dei due eventi del 26 e 29 agosto. Il festival è sempre stato un’occasione per far emergere le capacità e le professionalità dei nostri talenti. Ore ed ore di sacrifici sotto la guida attenta di eccellenti docenti meritavano di certo un epilogo diverso.

Uno schiaffo non solo ai 60 giovani artisti ma anche ai tanti genitori cui è stata tolta la possibilità di poter vivere un importante evento emozionale. Una mancanza di rispetto verso l’intera città che da anni apprezza con soddisfazione ed orgoglio le esibizioni degli allievi. Mi auguro che il Conservatorio possa rifarsi proponendo la stessa performance anche al di fuori della kermesse estiva.

La cittadinanza tutta, ne sono convinto, avrà occasione per rimarcare a suon di applausi il disappunto verso le scelte di un'amministrazione che, come spesso accade, predica bene ma razzola male. Lo stile (se tale si può chiamare) è sempre lo stesso, un marchio che contraddistingue il modo di agire di chi gestisce la città da 4 anni a questa parte: o sei con me o contro di me. Niente dialogo ma solo l’imposizione del dominus. Sembra di essere tornati indietro di anni, al vecchio detto “nemo propheta in patria, in questo caso non per responsabilità diretta degli interessati.

Ma la cosa che più inorridisce è la politicizzazione di una rassegna che è sempre stata il fiore all’occhiello della città. E con l’avvicinarsi delle scadenze elettorali, non ci sarà limite al peggio.