La badante dell'Est come la pantera nel Sannio. Mastella si astenga dai “pare” quando tratta di Covid-19

- Politica Istituzioni di Carlo Panella

La vicenda del coronavirus a Benevento e nel Sannio è stata ed è una cosa seria, molto seria. L’ASL ha certificato 17 morti di questa provincia, il locale ospedale ‘San Pio’ di decessi nella sua struttura ne ha contati 24. I contagiati ufficiali, sempre stando a quanto diffuso da Via Oderisio, sono stati poco meno di 200. La Procura della Repubblica ha addirittura creato un pool di magistrati per indagare sui focolai di diffusione del Covid-19. Tutti noi, come gli altri in Italia e poi nel mondo, siamo rimasti chiusi dentro casa mesi, per non infettarci, pagando tutte le conseguenze del caso economiche e psicologiche. Fortunatamente, venendone a capo. La pandemia comunque non è finita, la situazione di preoccupazione – per la maggior parte dei cittadini - è permanente.

Se questo è il quadro, e lo è, occorre la massima serietà e prudenza nella comunicazione, non solo quella nostra, di noi addetti ai lavori nei vari media, ma soprattutto quella di chi riveste un ruolo istituzionale.

E allora Mastella, relativamente a ciò che scrive sulla sua pagina facebook, deve assolutamente darsi una regolata. Anche se un sindaco, a mio avviso, dovrebbe evitare le comunicazioni ufficiose e informali (in qualsiasi sede, social network compresi) Mastella, al limite, può scrivere a briglia sciolta su altre materie, ma non può e non deve farlo quando c’è di mezzo il Covid-19 o più in generale il possibile stato di timore complessivo della comunità in cui pro tempore amministra.

Mastella questa prudenza non la usa. Glielo abbiamo ricordato da ultimo il 1° agosto (clicca per leggere l’articolo sul Vaglio.it), quando ha pubblicato un post in cui dava seguito a una voce per la quale il contagio di un’anziana di S. Giorgio la Molara e ricoverata a ‘S. Pio’ potesse essere dipeso dal contatto con la sua badante (di ritorno dalla Moldavia).

Mastella non ha avuto alcun timore nello scrivere la cosa, con tanto di “pare”, mentre da sindaco comunicava così nel post “Per chiunque abbia badanti rumene, moldave, bulgare, e che siano tornate da fine giugno dai loro Paesi di origine, obbligatele a farsi il tampone. Il caso in questione della nostra provincia pare dipenda dal contagio della badante”.

Ebbene oggi è stato reso noto che per quel contagio a S. Giorgio la Molara la badante non ha avuto alcun ruolo. Lei è assolutamente negativa al virus. Si è scoperto invece che a essere positivo, da asintomatico, è il marito 94enne della ricoverata, in quarantena nella casa del paese fortorino.

Perché Mastella non ha potuto attendere 4 giorni, l’ufficialità del dato sul contagio, prima di pronunciarsi? Se proprio doveva dire la sua…

Ripeto, la vicenda Covid-19 è decisamente altra cosa rispetto a quelle ordinarie della politica. Non si può rischiare l’inverarsi della favoletta di Esopo con il pastorello che gridava al lupo, al lupo! Non si possono dare degli allarmi che poi non rispondono al vero, così che poi, ove eventualmente si dovesse allarmare per qualcosa di reale, si rischi di non essere creduti, cioè, tornando a Esopo, che arriva davvero il lupo e si mangia le pecore…

E poi non c’è proprio alcun bisogno di creare un di più di allarmi: ne siamo pieni. La storiella del lupo, ora ricordata, ci porta alla mente un altro animale predatore evocato “per sentito dire”.

E come potevamo dimenticare che il 2 maggio scorso, nel pieno dell’angoscia collettiva dei precedenti due mesi di lockdown, lo stesso Mastella, sulla medesima sua pagina fb, non ha avuto alcuna difficoltà nello scivere: “Pare sia stata segnalata una pantera, o animale non domestico, dalle parti dello stadio, andando per la Fondovalle Sabato e nelle aree boschive. Perciò, state attenti. Controllate i bambini nelle uscite. E segnalate eventuali uccisioni di animali domestici…” (clicca per leggere l'articolo sul Vaglio.it).

Ancora, quel suo ineffabile “pare” per dare corpo alla più trita delle leggende quella della pantera in giro per l’agro sannita, sciocchezza che ciclicamente ritorna negli anni. Inutile dire che di quella pantera non c’è mai stata ombra. Ma un di più di gratuita paura è stato instillato nei meno avveduti e comunque a “mettere in guardia” era un sindaco.

Mastella si tenga il più lontano possibile dall’ufficiosità. Riuscirvi è facile, perché l'uso del verbo “parere” avverte che ci si è già dentro. Un pubblico ufficiale deve solo ricorrere al verbo essere, deve comunicare solo quel che ufficialmente è.

E lo faccia, senza più eccezioni, in primis, quando riterrà di dover esternare sulle questioni del Covid-19 che sono cose troppo serie, “apparteneno a morte”, per citare Totò: “ogni limite ha una pazienza”.